Etimologia 93 (Postuma) – (Storia)

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Etimologia 93 (Postuma) – (Storia)

Etruschi e Reti – 9a e ultima parte.

Il legame tra gli Etruschi e l’ampia area imperniata sulla Valdadige è corroborato dalla presenza in età romana nell’attuale Valpolicella (pochi chilometri a nord-ovest di Verona) di un pagus Arusnatium. Il nome di questi Arusnates è etrusco sia nella desinenza -at (cfr. etr. zilath «magistrato», snenath «inserviente, ancella») sia nella radicale: ci è noto un gentilizio Aruzinaie nel VII secolo a.C. nell’Etruria meridionale. Ma è nella toponomastica che troviamo i maggiori legami. Vipiteno, nei documenti medievali Vipitenum, ricorda il nome personale etrusco Vipithenes. Il nome di Verona stessa, in latino Vērōna, è ormai riconosciuto come etrusco: un’altra località Verona è presente in Toscana, e sono noti nell’etrusco i personali Veru e Verona. È verosimile, così, che la città atesina tragga nome da un personaggio, il fondatore di una base commerciale proveniente o da Mantova o dall’Etruria direttamente. Etrusco appare il nome di Parona, piccolo centro sull’Adige a 6,5 chilometri da Verona, porto fluviale della Valpolicella (Parona già in un documento del 954). Forse v’è relazione tra Parona e Prun, nome di una località dell’alta Valpolicella, e tra entrambi e i seguenti termini: prógno voce veronese sicuramente pre-romana significante «torrente che rimane asciutto per lunghi periodi» (se è contrazione di un *peróniu); perunies voce contenuta in un’iscrizione retica da Settequerce in Alto Adige, forse nome di persona.
Sempre in territorio veronese, al sostrato retico va assegnato il nome della Valpanténa (nell’844 Paltena), assieme a Stallavéna, piccola località situata nella citata valle, e a Calavéna località dell’alta Val d’Illasi. Il secondo toponimo ricorda lo Stelvio, il noto passo alpino, attestato nel 1090 come Stilvis; la sua forma originaria poté essere *Stilvéna, da cui Stelvéna per dissimilazione – fenomeno frequente nel veronese – e quindi Stallavena per influsso di stalla. Il terzo toponimo ricorda Chiavenna (nel III secolo d.C. Clavenna), nome che può essere stato coniato dagli Etruschi padani. Il suffisso è tipicamente etrusco: si pensi ai nomi personali Porsenna, Vibenna, Perpenna, ecc.
Non si potranno non ricondurre all’etrusco, infine, i toponimi con accentazione sdrucciola terminanti in –na, come Pòsina (sulle Prealpi vicentine), Pésina (presso Caprino Veronese), Fèrsina (a est di Trento), Tródena (presso Ora), Vàdena (presso Caldaro), Mèltina (nel Meranese). Per un raffronto con l’etrusco basterà ricordare i nomi di località Cècina, Sàrsina, Fèlsina (nome etrusco di Bologna così come ci è stato tramandato dai Romani), Bièntina, Càscina.

Giovanni Rapelli

Articolo apparso in “Quadrante padano”, N. 2, agosto 1992.

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