Etimologia 39 (Postuma) – (Soprannomi)

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Etimologia 39 (soprannomi)

Fino a qualche decennio fa, colpiva il fatto che numerose persone erano note nella comunità quasi soltanto attraverso il loro soprannome. Talvolta questo era sorto spontaneamente tra i ragazzi compagni di giochi riecheggiando un nome storpiato nella pronuncia infantile: un Flavio, per esempio, divenne noto alla Carega come Jajo. Piú spesso il soprannome sorgeva da una pronuncia ridicola di un’espressione del ragazzo: un Gino divenne noto come Picipòci perché pareva che gli si attorcigliasse la lingua… Un Antonio divenne noto dapprima come Bigioéte e in seguito Bigiòe perché, quando richiesto di che cosa avesse mangiato, diceva «bigioéte!», intendendo «braciolette!» (in dialetto brisoléte…).

Una quarantina d’anni fa, durante le elezioni per il Carnevale, quando si doveva votare per eleggere il Re Teodorico, avvenne un fatto curioso che evidenziò l’importanza dei soprannomi tra la nostra gente. Si usava mettere di fronte due personaggi di spicco: era piú facile votarne uno che non doversi destreggiare tra tre o quattro.

Molti della Carega che erano andati ad abitare fuori del quartiere si stropicciarono gli occhi quando videro i manifesti dei due contendenti, che erano privi di ritratto. Uno era perfettamente comprensibile; l’altro riportava il nome di un tizio che irritò la gente perché completamente sconosciuto. Il nome di costui, stampato a grosse lettere, compariva come Giuliano Castellani

Il mistero si risolse quando finalmente la gente si decise a leggere sotto il nome, chissà perché con un carattere molto piccolo, detto Ciuna. Si trattava del famoso Ciuna!!! Notissimo per la forza erculea, non solo nel quartiere, ma in buona parte della città. Però… quasi nessuno ne conosceva nome e cognome!

Giovanni Rapelli

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