L’Alpino: ADUNATA A CORTINA… “La grandiosa celebrazione Alpina fra le Dolomiti “Verso le Alpi” – “Sulla Marmolada” – puntata 10”
…a cura di Ilario Péraro
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Tratto da: L’ALPINO del 20 ottobre 1921.
La grandiosa celebrazione Alpina fra le Dolomiti “Verso le Alpi”
“Sulla Marmolada”
L’ascensione alla Regina delle Dolomiti ha dimostrato come una numerosissima comitiva possa, se ben disciplinata e condotta, affrontare e vincere le difficoltà dell’alta montagna portando anche gli uomini meno adatti su cime elevatissime ed offrendo loro in compenso l’incomparabile godimento di un superbo panorama alpino. Il momento più spiacevole per gli 80 partecipanti fu certamente quello della sveglia che suonò con esemplare puntualità alle due del mattino e li fece balzar fuori, sul prato umido, mettendoli a contatto con una fredda brezzolina alpestre che prometteva però una bella giornata. Dalla sveglia in poi cominciarono i conforti: primo il caffè latte caldo, poi, superate due ore di marcia dall’accampamento alla Forcella Marmolada, l’affascinante quadro di un’alba rosata, irradiante le prime luci sul grande ghiacciaio. Dal passo alla vetta il dislivello era ancora fortissimo, ma era la strada ferrata, cioè un’ininterrotta serie di corde metalliche e di gradini di ferro, che una società tedesca aveva fatto applicare qualche anno prima della guerra. Le ventidue cordate vi si cimentarono senza particolare repulsione e un’ora dopo tutta l’enorme cresta ovest era curiosamente punteggiata da un formicolio di omini che procedevano lentamente verso la vetta.
A pochi metri da questa, due baracchette austriache semisfasciate ricordavano l’esistenza di uno dei più aspri soggiorni di guerra nemici. Poco prima delle sette, le cordate di testa avevano occupato la punta di Penia (m. 3343) e scorgevano, all’estremità del ghiacciaio sottostante, le cordate dei 40 escursionisti agordini, che avevano lasciato alle quattro il Passo della Fedaia e che salivano alla vetta per altra via.
Alle 7,30 tutti i congressisti di Val Contrin erano giunti alla cima e si occupavano in tutti i modi per vincere il freddo pungente della mattina. Il parere della maggioranza per l’immediato consumo della colazione al sacco mentre il sole cominciava a riscaldare gli intirizziti, tutti diedero mano alle provviste e occuparono così la lunga attesa della carovana agordina. Questa toccò la vetta poco dopo le dodici; alle 12,30 l’on. Chiggiato, che aveva promesso di parlare dal punto più alto del Convegno, pronunciò il suo discorso, offrendo al nostro Presidente cav. Andreoletti un magnifico gagliardetto donato dalle Sezioni dolomitiche dei Club Alpino Italiano ed una medaglia d’oro di finissima fattura offerta dagli stessi alpinisti ai loro fratelli alpini, che fu appuntata al drappo del cap. Celso Coletti, già Comandante dei Volontari Cadorini.
La tribuna oratoria dell’on. Chiggiato era prettamente alpina, poiché si staccava dalla punta Penia, ma le sue frasi furono ugualmente calorose e sentite. Egli ebbe parole di vivo elogio per l’attività degli ex alpini e si disse lieto dell’unione, che il suo atto consacrava, tra gli alpini ed alpinisti ricordando i rifugi alpini della Marmolada in uno dei quali aveva avuto sede il Comando del settore affidato al nostro Presidente.
A lui vivamente commosso rispose il capitano Andreoletti, ringraziandolo ed accettando i doni a nome di tutti soci dell’A.N.A. e del binomio irresistibile: alpini alpinisti.
E venne come al solito la volta di padre Bevilacqua al quale mancava il terreno propizio per tentare la sua evasione. Egli poté, con felice improvvisazione, celebrare le sane forme di attività della nostra associazione e seppe strappare dagli uditori l’applauso più caloroso che possa sprigionarsi da un pubblico adunato a 3400 m. sul livello del mare.
Le cordate agordine intanto avevano tutte raggiunto la vetta, condotte dal prof. Macher, vice-presidente del Club Alpino di Belluno e da altri agordini.
Alle 13.00 venne nuovamente iniziata la discesa per la cresta ovest. Precedevano due ospiti francesi che avevano compiuto l’ascensione con la carovana dell’Alpinopoli: Louis Prestat, capitano di complemento del corpo degli Chasseurs alpini e membro del Consiglio direttivo del Clubs Alpino Francese e Yves Le Roy, ufficiale di Fanteria, che espressero al nostro Presidente la loro viva ammirazione per l’ottima riuscita ascensione organizzata dall’A.N.A. la comitiva agordina con l’on. Chiggiato scese in Val Contrin quasi al completo. Alla sera il fuoco del bivacco era insolitamente popolato da figure soddisfatte: la gloria di aver compiuto una buona scalata era leggibilissima sul volto di tutti i reduci, i quali tributarono grandi applausi al programma di varietà svolto dal consocio Castoldi (dell’invincibile 3^ squadra) che si dimostrò un ottimo dicitore di comicissimi monologhi.
Ilario Péraro (puntata 10 – continua)
