L’Alpino: ADUNATA A CORTINA… “La grandiosa celebrazione Alpina fra le Dolomiti “Verso le Alpi” – “Il Cogresso dell’A.N.A.” – puntata 7”
…a cura di Ilario Péraro
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Tratto da: L’ALPINO del 20 ottobre 1921.
La grandiosa celebrazione Alpina fra le Dolomiti “Verso le Alpi”
“Il Congresso dell’A.N.A.”
Chiuse le cerimonie del mattino, i congressisti si riunirono a colazione nei vari alberghi e alle 16.30 si ritrovarono nel salone a pian terreno dell’Hotel Concordia per partecipare ai lavori del Congresso. Gli alpini sono sobri in fatto di discorsi, ed infatti il Convegno ebbe una breve durata: nella sala gremita si alzò a parlare il nostro Presidente cav. Andreoletti, il quale lesse numerosissime adesioni pervenute da città, istituzioni e personalità. Avevano telegrafato gli on. Bonomi, Gasparotto, il ministro Girardini, l’on. Capitani, S.E. Credaro, i Sindaci delle zone vicine che non avevano potuto intervenire, le Sezioni di Verona e di Padova del Club Alpino, il generale Tagliaferri, il Presidente dell’Istituto Tecnico di Genova, che ebbe fra i suoi allievi il generale Cantore, il Commissario Civile di Merano, il Club Alpino di Milano, la Sezione della Dante Alighieri e gli Asili Infantili di Merano, il Sindaco di Trento, il Commissario Civile di Trieste, che aveva inviato una medaglia da appendere al vessillo sociale, il colonello Bes anche a nome del 2° Alpini, il colonnello Sala, i consoci prof. Luzzatto, Broccato, Besini, Volpi, il senatore Morpurgo, il generale Raffa, la Sede Centrale del C.A.I. ecc…
Durante le adesioni vennero segnalati al Congresso ed acclamati vivissimamente due valorosi ufficiali alpini decorati di medaglia d’oro: il Capitano Polla e il Tenente Stefenelli, che il Presidente chiamò al Tavolo d’onore. Egli lesse infine le relazioni sull’andamento morale e amministrativo dell’Associazione… le relazioni vennero approvate all’unanimità ed il Congresso tributò poi un vivissimo applauso al Presidente per l’opera illuminata e intelligente svolta nell’interesse dell’Associazione. Il colonnello Caverzerani aperta la discussione, avanzò una proposta già nota ai consoci: l’ammissione tra le nostre file degli artiglieri da montagna che non debbono essere considerati come cugini, ma come fratelli degli Alpini. La proposta messa ai voti venne però respinta all’unanimità, meno un voto, non certo per avversione verso gli artiglieri, ma per la diversità che esiste fra l’organizzazione, l’inquadramento e la tecnica d’azione dei due Corpi. L’o.d.g. votato all’unanimità fu il seguente:
“Il 2° Congresso dell’A.N.A., discutendo una volta ancorale proposta di ammettere in qualità di Soci gli Artiglieri da Montagna, non accoglie tale proposta, ritenendo necessario mantenere al sodalizio il suo carattere iniziale e statutario. Invia contemporaneamente ai fratelli Artiglieri da Montagna il saluto più affettuoso, auspicando prossima la costituzione di un’associazione Nazionale Artiglieri da Montagna, cui il nostro Sodalizio è lieto di dichiararsi pronto a dare illimitato apporto”.
Infine il Congresso approvò con vivi applausi il seguente telegramma di risposta al Generale Cadorna: “Con fierezza e fede di combattenti rivolgiamo E.V. memore deferente saluto, riconoscenti fervido italianissimo messaggio”.
Al Presidente del Consiglio S.E. Bonomi, venne inviato il seguente telegramma. “Imponente numero Alpini radunato in Cortina Ampezzo inaugurando solennemente monumento Generale Cantore e partecipando secondo Congresso A.N.A. francamente rilevando spiacevole assenza E.V. o rappresentanza Governo Centrale a una cerimonia assunta ad altissimo significato patriottico e nazionale, invia al compagno d’arme affettuoso saluto. Congresso Alpini unanimemente rivela necessità sollecita razionale sistemazione definitiva Corpo Alpini unitamente problema reclutamento contingenti alpini nuove terre redente. Inoltre constatato sul luogo gravi conseguenze disoccupazione e crisi economica popolazioni alpine Bellunese, Agordino, Cadore, invoca urgenti provvedimenti per sollecito inizio programma lavori pubblici. Ricorda che popolazioni alpine tutto diedero periodo guerra e fieramente usarono sempre fidare unicamente proprie forze. Alpini confidano ricevere visita V.E. durante svolgimento Convegno prossimi giorni”.
Il Congresso si sciolse dopo aver tributato una nuova, ripetuta e generale ovazione al Presidente Andreoletti e al capitano Larcher, presidente della Società Alpinisti Tridentini il quale, con incomparabile generosità, offerse all’A.N.A. a nome dei Trentini riconoscenti, uno dei rifugi di montagna della Soc. Alpini Tridentini.
Usciti dalla sala i Congressisti si riunirono in piazza ed accompagnati dalla musica e dalle fanfare, fecero echeggiare per Cortina tutti gli inni della patria. Alla sera, Autorità militari, rappresentanze e i Congressisti dei gruppi A e B si riunirono a banchetto all’Hotel Cristallo, mentre il gruppo C era convitato all’Hotel Faloria.
Il Congresso dell’A.N.A.
Il banchetto, come il Congresso, fu sobrio, molto sobrio, e per togliere alla mensa quel carattere di austerità, che a molti convitati (fra cui gli On. Loero e Trolio) sembrava troppo evidente, si levarono, prima ancora di giungere alla fine, i canti fragorosi delle lunghe tavolate. La fanfara dei “bocia” venne fatta entrare e le battute delle sue marce si fusero con le voci concordi e festose degli Alpini vecchi e nuovi. Non mancarono i brindisi, ma anch’essi molto sobri e molto intonati.
Il generale Sani ricordò con la consueta lucidità i nostri morti e chiese che i soci dell’A.N.A. spendano una parola fra i parenti dei caduti affinché questi non insistano a trasportare ai paesi natii le salme dei loro cari. Distruggere i cimiteri di guerra significa togliere al terreno bagnato di tanto sangue italiano il suo segno più sacro. Padre Bevilacqua, trascinato al tavolo oratorio, dopo un vano tentativo di fuga attraverso una finestra remota, improvvisò un vibrante e felicissimo discorso, riconfermando la tesi del generale Sani. Anche Don Piero Zangrando disse brevi parole da italiano e da patriota e a lui seguì, ispirato, l’On. Troilo.
La pioggia, che aveva cominciato a cadere, venne, per intervento del Padre Bevilacqua, – di cui ci sono noti i legami con l’Autorità Celeste – opportunamente interrotta per consentire lo svolgimento dell’ultimo numero del programma: fuochi artificiali, illuminazione del paese. Fiaccolata dall’Hotel Cristallo a Cortina. Lampioncini alla veneziana che a cura del Comitato Cortinese, e specialmente dagli studenti Sperti, Cancider e Colli furono distribuiti a profusione fra i congressisti, i quali li accesero religiosamente e formarono una colonna luminosa a magnifico effetto che percorse le vie di Cortina, raggiunse e circondò il monumento a Cantore, mentre razzi e stelle colorate salivano al cielo, e ritornò in paese fra canti ed inni. La 3^ squadra che aveva brillato durante il banchetto e la fiaccolata, poté finalmente spiegar tutte le sue virtù e produsse in danze, tarandole e numeri di varietà i suoi campioni.
Ilario Péraro (puntata 7 – continua)
