Inguanta Cinzia – “Non sono Glamour“

…a cura di Elisa Zoppei

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Ho incontrato il romanzo “Non sono Glamour“ (Ed. Scatole parlanti, ) un pomeriggio di alcuni mesi fa, presentato nella libreria La Feltrinelli di Verona dall’autrice Cinzia Inguanta, che conoscevo e che ritengo una delle migliori interpreti del “sentire” femminile, appassionatamente impegnata a dare spazio alla voce delle donne.

Cinzia Inguanta

Nota Biografica
Fiorentina di nascita e veronese di adozione, ce la ricordiamo come direttrice di Radio Popolare, ma  ha conseguito il diplomata in disegno all’Accademia delle Belle Arti Cignaroli e ha frequentato Psicologia all’Università La Bicocca di Milano
Però, qui, noi la incontriamo come infaticabile professionista della scrittura, per aver attraversato plurime esperienze sul campo come giornalista pubblicista presso lo storico quotidiano online fondato e diretto per vent’anni dal giornalista Giorgio Montolli. Ha anche curato per la Chiesa di Verona pubblicazioni di convegni Sinodali importanti. E oggi è la fiera direttrice della rivista telematica “L’altro femminile. Donne oltre il consueto”. (laltrofemminile.it)
Il suo primo esordio letterario risale al 2011 con il romanzo “Bianca” (Bonaccorso Editore), storia di una donna con un matrimonio dissestato che trascina avanti fra promesse e delusioni. Questo rapporto instabile le inaridisce il cuore, le smorza la passione. Poi arrivano i sorprendenti ma realistici racconti di “L’ultimo natale di mrs. Dallowei” (ed. Scatole parlanti.) Sono 14 storie di vita vera, consumata nel clima natalizio tra le strade e le pareti domestiche di un quartiere di periferia, dove i protagonisti hanno hanno a che fare con un tripudiar di luci, fuori, e il vuoto che li macera dentro. Si entra infatti nelle vite dei protagonisti e nell’inverno interiore che li imprigiona uno di questi racconti “Che male può fare?” ha vinto la prima edizione del premio letterario “Marco Faccini 2022: Racconti di ludopatia e dintorni”. Nel 2023 pubblica la biografia Pietro Leonardi: “Basta aprire gli occhi per cambiare il mondo” (NE&A Ed). Alcune sue poesie sono pubblicate nel 2° volume della Raccolta di Poesie del Simposio permanente dei poeti veronesi. Altre poesie inedite sono pubblicate nel suo BLOG.
Confessa, con una simpatica arietta ammiccante, che nutre un grande amore per la lettura, il cinema, la fotografia, oltre che per le menti complicate e le cause perse.

Non sono glamour* (ed. Scatole parlanti)
In un mondo che corre dietro all’ossessione dell’apparire, Giusy vive nel limbo della “mediocrità assoluta”… Un romanzo crudo che esplora il confine sottile tra l’essere vittime e il diventare artefici del proprio riscatto. La Feltrinelli

(In quarta di copertina)
*La parola glamour arriva dalla Scozia del XVIII secolo e, la sua origine è legata alla sfera della grammatica magico esoterica. Dalle parole nascono le storie. E questa storia è nata da una frase ricevuta in dono. È una di quelle frasi ereditate che dettano una moda, che etichettano uno stile di vita. In questa storia la frase “Non sei glamour”, colpisce in pieno petto e mortifica la persona che la riceve, specie perché la riceve dalla persona con la quale ha una storia sentimentale in cui ha creduto.
È quello che capita a Giusy, una giovane donna indipendente, avviata verso una brillante carriera radiofonica che viene lasciata dal suo ragazzo perché non è abbastanza glamour.
È come dirle sei una donna qualunque mediocre, priva di eleganza, di personalità e di fascino, e chi più ne ha, più ne metta. Per fortuna Giusy è forte, intelligente e saggia: dopo un primo sbandamento che la mette in crisi, riesce a riprendere quota e a capire che uno così è meglio lasciarlo perdere senza troppi rimpianti. Ha tanti amici che le vogliono bene, le chiedono consigli, e amiche del cuore che la fanno sentire apprezzata al di là di ogni genere di glamour. E c’è anche Lucia, che abita al piano superiore con un tesoro di bambino ancora piccolo e un marito collerico e manesco che le lascia dei segni sul viso e sul corpo da pronto soccorso.
È una giovane e bella donna al limite che ha dimenticato i suoi sogni sotto una montagna di polvere. È necessario che la poverina si renda conto che non può continuare a tacere e a sopportare, deve assolutamente liberarsene , denunciarlo, farsi aiutare dal Centro sociale antiviolenza… Ma è una battaglia persa. Lucia non vuole essere aiutata, né da Giusy, né da nessuno. Trova sempre il modo di sperare che le cose si risolvano da sole. Ma Giusy non la molla. E dopo una serie di incresciose rischiosissime vicende riuscirà a convincerla a rivolgersi al Centro Antiviolenza e a lottare per riappropriarsi della sua libertà, salvare la serenità del suo bambino e capire che… ”Quando la vita ti butta dove non si tocca, l’unica cosa da fare è imparare a nuotare. Senza panico, anche se il mare è in tempesta. Bisogna trovare la forza di andare controcorrente e continuare a muovere le braccia, pure quando pensi di affogare” (pag. 32).
Intorno a lei si muovono altri personaggi fra i quali Paco un affascinante scrittore di fama, pieno di estro e di debolezze, che le agita dentro qualche fremito e causerà non pochi problemi esistenziali, tutti da mettere a fuoco, pagina dopo pagina, fino ad arrivare in fondo per rendersi conto che “la vita si compie in un giorno”.
Quella di Cinzia Inguanta è una scrittura sobria e avvincente, con una sottile diffusa forma di timore di pesare, quindi alza la penna e lascia al lettore la libertà di pensare.
Non so se definire questo romanzo una storia di vita o una vita di storie. Direi che è un racconto popolato di storie piene di suspense: intrecci domestici, relazioni difficili, controversie reali del quotidiano vivere. Ci fa entrare nei conflitti esistenziali di persone che possiamo incontrare tutti i giorni sul pianerottolo delle scale, fuori dalla porta, nella piazza accanto… E ci mette anche davanti allo specchio a chiederci: – E io? sono o non sono Glamour?
A chi l’ardua sentenza? –
Buona Lettura

Elisa Zoppei

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