Cognetti Paolo – Le otto montagne

…a cura di Elisa Zoppei

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Ecco un romanzo scritto come una storia personale, vissuta sulla pelle dell’anima e del corpo, intrisa di passione, di sudore, di fatica e di conquista: la conquista della vetta, contesa passo dopo passo al fianco pietroso della montagna. E poi il silenzio della solitudine, lo sguardo perso nell’infinita distesa luminosa che abbraccia quel pezzo di universo visto per la prima volta. E ogni volta è come toccare il cielo con un dito…
Definito dalla critica un potentissimo romanzo è diventato un caso editoriale internazionale. L’autore è Paolo Cognetti.

Paolo Cognetti

Note biografiche ricavate navigando in internet

Paolo Cognetti è un avventuriero della vita. Nato a Milano nel 1978, si è diplomato nel 1999 alla Civica Scuola del Cinema di Milano. Amante della letteratura americana, ha esordito come scrittore nel 2003 con il racconto Fare ordine. Segue una infinita serie di pubblicazioni fra le quali, una fra le più interessanti per me è A pesca nelle pozze più profonde, del 2014, una meditazione sull’arte di scrivere racconti, ispirata ai maestri americani della forma breve, tipo, fra gli altri, Ernest Hemingway e Alice Munro.
L’altro luogo di vita di Poalo Cognetti è la montagna, in particolare la Valle d’Aosta, dove ha trascorso le estati d’infanzia ed è tornato a viverci oggi. Dai suoi primi eremitaggi è nato un diario, Il ragazzo selvatico (2013). E nel 2016 è uscito il suo primo romanzo: Le otto montagne. (Einaudi)
Con questo romanzo, premio Strega 1917, Paolo Cognetti diventa uno degli scrittori più apprezzati dalla critica e amati dai lettori.
Il critico letterario Goffredo Fofi ha scritto “Paolo Cognetti, milanese, è tra i giovani scrittori italiani uno dei più attenti a sentire e narrare il disagio delle nuove generazioni e gli anni difficili dell’adolescenza di questi anni, di fronte a un contesto di incerta sostanza e di sicurezza precaria. È anche autore di documentari e inchieste sulla giovane letteratura statunitense, ma sono le sue raccolte di racconti ad aver convinto del suo talento e del suo rigore, e della sua moralità di scrittore vero.

Nel 2022 esce il film Le otto montagne diretto da Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch. Cognetti collaborò al film anche come cameo, partecipando al film come attore non protagonista.

Per informazioni più dettagliate www.audible.it

Ci sono pagine e pagine che raccontano l’emozione della scalata,  l’arrampicarsi tra rocce, l’avventurarsi tra creste e dirupi, la tenacia, la resistenza alla fatica. La montagna qui non è solo neve, torrenti, laghi e  pascoli: essa è anche un modo di vivere la vita, impiegando il proprio tempo in cammino, un passo davanti all’altro, in silenzio respirando in sintonia con la natura. È anche la storia di un bambino che scopre la forza segreta di un padre severo e testardo, e impara passo dopo passo a conoscerlo meglio e a capirlo…Nello sfondo, quasi defilata, ma non meno importante, una bella figura di madre, attenta e protettiva, ma non troppo, una donna andata avanti, che fa da ago della bilancia nelle tensioni che inevitabilmente si creano dentro e fuori casa. Ma è anche una storia di amicizia tra due ragazzi che nella loro diversità caratteriale, culturale e sociale imparano a conoscersi e intendersi.
Qualcuno ha definito questo romanzo“ …un viaggio avventuroso e spirituale fatto di fughe e tentativi di ritorno, alla continua ricerca di una strada per riconoscersi”. Sì, possiamo condividere questa definizione, poiché nell’accomunata passione per la montagna, viene messa in luce la possibilità di imparare gli uni dagli altri, in un andirivieni di rapporti variabili ma resistenti, un modo di ricercare il proprio posto nel mondo. Se Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso, l’altro, Bruno, è l’amico montanaro, esperto di pascoli e di vacche, ardito e pronto a ogni soluzione pratica. Vivono insieme un’estate dopo l’altra fra esplorazioni e scoperte, tra case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. La montagna si fa maestra, li apre a nuovi saperi, a un diverso modo di respirare la libertà di vivere. La loro amicizia si fa sempre più salda negli anni, nonostante le distanze, i nuovi incontri e i cambi di lavoro e vita.
Ma poi quando le circostanze li dividono, è la solitudine il sentimento che li pervade. Ritrovano la gioia e l’interesse della montagna solo quando sono di nuovo insieme e Pietro (nominato Berio) comprende in pieno l’affetto paterno solo quando ricostruisce con Bruno il “rudere” lasciatogli dal padre: una piccola proprietà che rafforza ancora di più la loro amicizia, piena di intesa e di silenzi.
Leggere questo libro è come vedere la natura attraverso lo sguardo luminoso di questo scrittore, ascoltare la sua voce limpida, capace di dialogare con il gorgoglio canterino dei ruscelletti ma anche con la bellezza aspra dei paesaggi di roccia e ghiaccio…
Una narrazione densa di svolte e di imprevisti che coinvolge altri personaggi fra i quali una bella figura femminile, gagliarda e risoluta: Lara, con la sua capacità di amare, di lavorare duro accanto a Bruno, ma anche di rinunciare, togliendosi di torno, se finisce il dialogo…

È un libro che chiede di inerpicarci dentro le pagine alla ricerca di risposte. Quale sarà il segreto doloroso che rende il padre di Pietro, così legato alla montagna?
E quale significato ha per tutta la storia un titolo così ermeticamente affascinante come  “Le otto montagne”?
Buona lettura

Elisa Zoppei

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