Marchi Natascia – “E vissero tutti sclerati e contenti“

…a cura di Elisa Zoppei

1-aperti

Per le tue domande scrivi a >>> elisa.zoppei@gmail.com

Ecco a voi cari amici lettori un libro con una storia vera, nuova e sorprendente dall’inconsueto  titolo  “E vissero tutti sclerati e contenti“ di Natascia Marchi, una giovane amica con la quale mi capita ogni tanto di condividere momenti confidenziali parlando di letture e di libri.
Ringrazio l’amica prof.ssa Maria Rosanna Mucciolo per la sua lettura attenta e profonda e per aver condiviso con me il suo pensiero critico su questo interessante romanzo autobiografico.

Natascia Marchi

Nota biografica
Nasce a Soave il 22 luglio 1992.  Appassionata divoratrice di libri fin da piccola, scopre ben presto anche una vivace, personalissima predisposizione a scrivere. Pur non disdegnando gli ebook,  preferisce leggere il libro cartaceo, tenendolo in mano, voltando pagina aspirandone il profumo, lasciandosi toccare dalla sua magia… E, quando incontra un libro interessante, lo restituisce all’universo dei lettori con una sua recensione, luminosa, precisa, condividendo con tutti il suo piacere di averlo letto, gustato e apprezzato, invitando a non lasciarselo scappare. Nel 2019, pubblica il suo primo libro: “Fermi tutti… Sto Sclerando”, scritto dopo la fatidica diagnosi di qualche anno prima, di Sclerosi Multipla, che le scombussola non poco la vita. Inizia a scrivere con lo scopo di farsi sentire, di raccontare al mondo il suo modo di guardare avanti e darsi coraggio. Sa che la scrittura è l’unica via per aprire porte e finestre alla propria vita e incontrane altre.

“E vissero tutti sclerati e contenti” (BookSprint, Edizioni, 2025), è l’autobiografia ironicamente romanzata di Natascia Marchi, dove l’autrice racconta, con sorridente, e intelligente stile di scrittura, la sua convivenza con la sclerosi multipla. La sua è una storia vera con la quale fa i conti tutti i giorni, attingendo ogni momento coraggio dalle piccole cose quotidiane per accettare, e affrontare a testa alta le infinite difficoltà che la vita le presenta senza alcuno sconto…, ma senza toglierle la voglia di vivere e la grinta di farsi sentire…
Siamo nel 2008 a Verona, la “più romantica delle città, dove non si fa fatica a sognare l’amore”, e una dolce ragazza racconta la vera storia della sua vita. Ha voglia di incontrare l’amore e avere una famiglia, senza alcuna speciale pretesa, ma c’è qualcosa che, al di là e al di sopra della sua volontà, glielo impedisce. La scrittrice, con un linguaggio diretto, preciso e avvincente, affronta i problemi del suo quotidiano vivere a contatto con tutti i problemi delle ragazze e i ragazzi della sua età. Scorrendo le pagine, una dopo l’altra, ci sembra che i personaggi delle varie vicende narrate, non ci lascino mai soli e ci accompagnino, nella storia della protagonista, attraverso una lettura partecipata e coinvolgente. Possiamo definire questo libro un autentico “Romanzo di Formazione” perché ci fa addentrare nei vari meandri delle difficoltà irte di delusioni, confusioni, malintesi, dolori, disastri, che una giovane ragazza deve affrontare ogni giorno e imparare a gestire, interiormente ed esteriormente: “Mi alzai contro voglia per andare in cucina, ma per passare, dovevo stare molto attenta a dove mettevo i piedi, per evitare di finire lunga e distesa a causa del filo dell’aspirapolvere”( pag. 18). Passo dopo passo, Natascia Marchi, attraversa i vari momenti della sua vita quotidiana, descrivendoli in uno stile sciolto, diretto, non convenzionale. Con un linguaggio lineare e quotidiano, confidenziale e coinvolgente, cattura il lettore, condividendo la sua storia, irta di problemi che ogni giorno deve risolvere, affrontando interrogativi che affiorano dovunque. Il tutto condito da quell’umorismo graffiante, spiritoso che permette a tutti noi di superare anche le ansie quotidiane della nostra vita: “ Siamo in una disco, tutti ammassati, in tantissimi e devo essere per forza io ad averlo spinto? Ma pensa te questo!!? (pag 63).
Il titolo del libro “E vissero tutti sclerati e contenti”, non è solo un ricalco convenzionale di un modo di dire, ma… assume un vero significato filo pedagogico perché, al di là che la perfezione non è di questo mondo, il messaggio di Natascia Marchi ci dice che si può essere felici, nonostante tutto… E che, soprattutto, tutti abbiamo bisogno di essere ascoltati e capiti: “Penso che almeno una volta nella vita, tutti noi abbiamo sperimentato situazioni esilaranti di avvertire la voglia quasi affannosa, di raccontare questi eventi ad una platea di ascoltatori per capire il pensiero degli altri…” (pag 47).
Grazie Natascia!

Buona Lettura

Elisa Zoppei

↓