1. CIMBRI DELLA LESSINIA: Prima dei Cimbri

…a cura di Aldo Ridolfi

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   I Cimbri della Lessinia

  1. Prima dei Cimbri

   I Cimbri sono stati i primi?

   Sembra proprio di no! Le prime tracce antropiche in Lessinia non sono state certo le loro.
I Cimbri sono arrivati dopo. Discorso arduo tracciare le linee di ciò che è accaduto prima, discorso per specialisti, se è vero che negli ultimi 740.000 anni si sono succeduti sul globo terrestre ben otto cicli climatici ognuno dei quali ha spinto ora in altura ora nei fondovalle i pochi frequentatori delle nostre terre, costretti a inseguire la migrazione della flora e della fauna indotta dai cambiamenti climatici. Però il paleolitico lo ha visto l’uomo, anche da noi, camminare, cacciare, sopravvivere: vedi, ma davvero per fare solo degli esempi (tutte le località citate appartengono al Veronese), i Covoli di Velo dove sono stati rinvenuti «rari manufatti riferibili al paleolitico medio», ma anche il Monte Precastio e il Garzon a Tregnago, e, più in alto, i siti presso San Giorgio e Porcarina o, ancora, il famoso Riparo Tagliente presso Stallavena. Ma l’elenco non è certo completo.

Monte Gardon
Il monte Gardon in Val d’Illasi, sede di insediamenti paleolitici.

   Molto più tardi, ché qui i tempi sono proprio lunghi, durante il neolitico, conquistata prima la sedentarietà e scoperti poi, pian piano, i metalli, l’uomo si inerpica ancora sulle colline veronesi, costruisce castellieri, si insedia alle Guaite, sul Monte Loffa, presso Sant’Anna d’Alfaedo, e altrove. Oramai, come dire, il dado è tratto, le colline e l’altopiano lessinico rivelano opportunità di vita, consentono insediamenti, più o meno provvisori.

   Intanto a sud nascono le città, i Romani esportano la loro civiltà in lungo e in largo; certo, preferiscono centuriare l’agro, ma si spingono anche nelle valli: là dove si insediano stabilmente lasciano anche documentazioni; più in alto, invece, significativi toponimi riconducono alla loro lingua e sistabilisce così, indirettamente, una testimonianza della loro presenza, magari solo stagionale. E si spingono lungo le dorsali, vie più sicure e transitabili, per condurre i loro armenti nei pascoli della montagna e per farvi ritorno alla fine dell’estate.

   Insomma i Cimbri non sono stati i primi, anzi sembra proprio che tra Lessinia e area pianeggiante ci sia stato un via vai interessante e incessante che vale la pena tenere in memoria prima di affrontare la storia dell’insediamento dei Cimbri. In tale maniera assumiamo prospettive mai schematiche ma sempre pronte a cogliere la dinamicità che è propria della vita e quindi anche della storia.

Aldo Ridolfi (continua)

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