Edizione Speciale * Epifania 2015 *

… a cura di Anna Maria Matilde Filippozzi

    AnnaMariaMatildeFilippozzi

L’Epifania nel IV secolo coincideva con la festa per la nascita di Cristo che si festeggiava il giorno 6 gennaio. Ma a seguito della decisione dell’Imperatore Costantino di anticipare la festa Cristiana del 6 e di farla coincidere con la festa del Natale del Sole pagano del 25 dicembre, si creò una difformità di rituali. La Chiesa Cattolica allora “riempì” la festa del 6 gennaio con l’arrivo dei Magi, e la chiamò festa dell’Epifania. Con la Pasqua, l’Ascensione, la Pentecoste ed il Natale, quella dell’Epifania costituisce una delle più importanti ricorrenze religiose che la Chiesa ricorda. Con l’Epifania si celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù all’intera umanità, con la visita solenne, l’offerta di doni altamente significativi e l’adorazione dei Magi, autorevoli esponenti di un popolo totalmente estraneo al mondo ebraico e mediterraneo. I Magi, guidati in Giudea da una stella portano in dono a Gesù bambino, riconosciuto come “re dei Giudei” oro (omaggio alla sua regalità), incenso (omaggio alla sua divinità) e mirra (anticipazione della sua futura sofferenza redentrice). Secondo alcuni studiosi la parola Epifania nel corso del tempo, in particolare in Toscana, è stata modificata dalla lingua locale in Befania e poi Befana. A Firenze nel 1400 si usava festeggiare l’Epifania rievocando l’ultima tappa del viaggio dei Magi con cortei e processioni spettacolari, ma con ridotta valenza religiosa.  Scavando nella storia, scopriamo che per gli antichi Greci, l’Epifania era l’azione di una potente divinità che, non visibile all’occhio umano, manifestava la sua presenza attraverso un segnale, o una visione, o un miracolo. Si pensava addirittura che la nascita di un bimbo in questa data portasse a tutta la famiglia salute e benessere per tutta la vita.
Il termine Epifania infatti letteralmente tradotto vuol dire “apparizione, manifestazione”.   
Ma come nasce la figura della vecchietta? La leggenda racconta che la Befana nel periodo della nascita di Cristo rifiutò di uscire di notte con i pastori per andare a trovare il bambino appena nato nella grotta. Ci si recò il mattino successivo, provvista di doni, ma quando arrivò non trovò nessuno. Nel tornare alla propria abitazione un angelo di Dio, per la sua mancanza verso il Bambin Gesù, la obbligò a vagare, da quel giorno, di porta in porta alla ricerca di Gesù.
C’è inoltre da notare come la Befana conservi anche un tratto ambiguo, quasi da strega. 
Si suppone che essa possa avere qualche sorta di legame con la “vecchia” che si brucia in piazza per festeggiare la fine dell’anno: un simbolo della ciclicità del tempo che continuamente finisce e ricomincia .
Ma la tradizione della bruciatura di fantocci si perde nella notte dei tempi, e discende da tradizioni magiche pre-Cristiane, prima di fondersi con elementi folcloristici e Cristiani. 
E’ infatti una tradizione dei popoli Celtici, che erano insediati in tutta la Pianura Padana e su parte delle Alpi.
I Celti celebravano strani riti (officiati da maghi-sacerdoti chiamati Druidi) durante i quali grandi fantocci di vimini venivano dati alle fiamme per onorare Divinità misteriose.

Come viene festeggiata l’Epifania in alcuni Paesi del mondo.
In Francia si usa preparare un dolce speciale, all’interno del quale viene nascosta una fava. Chi la trova diventa per quel giorno il re o la regina della festa.
In Islanda il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo,  in quanto da Natale fino a questa data trascorrono tredici dì. Questo è l’ultimo giorno del periodo festivo nel quale si dice addio al Natale. S’inizia con una fiaccolata, alla quale partecipano anche il re e la regina degli elfi. A metà strada arriva anche l’ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo (il primo Babbo Natale arriva l’11 dicembre e poi ne arriva uno ogni giorno fino a Natale, poi dal 25 dicembre in poi ne va via uno al giorno). La fiaccolata finisce con un falò e con dei fuochi d’artificio.
In Spagna per l’Epifania tutti i bimbi si svegliano presto e corrono a vedere i regali che i Re Magi hanno loro lasciato. Il giorno precedente mettono davanti alla porta un bicchiere d’acqua per i cammelli assetati e anche qualcosa da mangiare e una scarpa. In molte città si tiene il corteo dei Re Magi, in cui essi sfilano per le vie cittadine su carri suggestivamente decorati.
In Germania frequentemente i preti e i chierichetti vanno nelle case per chiedere delle donazioni e recitano solitamente anche qualche Verso o intonano una canzone sacra. Le persone di religione cattolica si recano a messa, ma per i teutonici il 6 gennaio non è un giorno festivo, si lavora come al solito e i bambini vanno a scuola.
In Romania tale festa rappresenta la venuta dei Re Magi. Ancora oggi in alcuni paesi i giovani vanno lungo le strade e bussano alle porte per chiedere se possono entrare per raccontare delle storie. Di solito come compenso ricevono qualche spicciolo, dolci o frutta secca. Anche i sacerdoti vanno di casa in casa per benedirle.
In Ungheria i bambini si vestono da Re Magi e poi vanno nelle abitazioni, portandosi dietro un presepe, e in cambio ricevono qualche soldo.
In Russia la chiesa ortodossa celebra il Natale il 6 gennaio. Qui, secondo la leggenda, i regali vengono portati da Padre Gelo (Babbo Natale) accompagnato da Babuschka, una simpatica vecchietta.
In Messico questa tradizionale festa viene celebrata con La Rosca de Reyes, un dolce tipico delle popolazioni ispaniche e deve essere mangiato tassativamente il giorno 6, se non si vuole incorrere nella maledizione della bruja maléfica (strega).
  

AnnaMariaMatildeFilippozzi

Filastrocca della Befana

 

Ecco arriva la befana
al soffiar di tramontana
sulla scopa vola lesta
sotto il peso della cesta
caricata sulla schiena
che di bei regali è piena
poi si ferma sul camino
guarda giù se c’è un calzino

e senza alcuna esitazione
lo riempie di …carbone!

E’ uno scherzo, lo si sa
la befana riempirà
tutti quanti i calzettoni
con i suoi gustosi doni
perché sa a memoria i nomi
dei bambini che son buoni.

 

AnnaMariaMatildeFilippozzi

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