Edizione Speciale * Carnevale 2018 *

 …a cura di Anna Maria Matilde Filippozzi

C’è una festa in allegria,

la più lieta che ci sia,
e la gioia presto sale:
benvenuto Carnevale!
Tutto il mondo è colorato,
più vivace e animato;
balli, danze e mascherine
per i maschi e le bambine;
carri, giostre e che gran spasso
celebrar martedì grasso!
Son felice più che mai:
tu che cosa indosserai?
Io sarei un po’ dispiaciuto,
se non ti ho riconosciuto!
I coriandoli vuoi portare?
Noi dobbiamo festeggiare
e vedrai tra pochi istanti
volteggiar stelle filanti!

Simona Vizzuto

 

 

Origini del Carnevale
Le origini del Carnevale sono antichissime, affondano le radici nei riti etruschi ed in quelli romani volti a celebrare il ritorno della fertilità ed il passaggio dall’inverno alla primavera. Nell’antica Roma nel mese di febbraio si celebravano i Saturnalia, dei lunghi giorni di festa dedicati al dio Saturno: secondo la mitologia Saturno è il dio dell’età dell’oro, un’età in cui l’uguaglianza, l’abbondanza e la felicità erano alla portata di tutti.
La celebrazione dei Saturnalia consisteva quindi nel riprodurre l’età dell’oro attraverso sontuosi banchetti, balli sfrenati e dissolutezza. Le gerarchie e gli obblighi sociali venivano messi da parte ed anche gli schiavi partecipavano ai festeggiamenti eleggendo un Princeps, vestito con abiti sgargianti e una maschera come caricatura della classe dominante. Con il passare del tempo ed il susseguirsi delle epoche si iniziò a parlare di Festa dei Pazzi seguendo l’antica tradizione del “è lecito essere folli una volta l’anno!” e, sebbene la Chiesa Cattolica ne avesse per un lungo periodo vietato le celebrazioni, la tradizione continuò a tramandarsi sino ai nostri giorni.
La storia della Maschera ha origini molto antiche infatti veniva utilizzata per riti, festeggiamenti tribali e religiosi per combattere lo spirito maligno. Tutt’oggi questa iniziativa viene ancora usata in Paesi dell’Africa e in Nuova Guinea come accompagnamento alla danza per riti propiziatori per tener lontano le avversità dalla famiglia o dalla propria Tribù. Le maschere vengono utilizzate anche per periodi di guerra per incutere timore all’avversario. Queste ovviamente avevano un aspetto più terribile per aver maggior effetto. Le maschere ebbero la loro maggior diffusione durante il periodo del Medioevo. Nel campo artistico vennero utilizzate dagli attori per aiutare lo spettatore a distinguere tra i vari personaggi e capire la trama dello spettacolo. Proprio dal teatro nacquero le varie maschere di Pantalone, Arlecchino, Pulcinella, Colombina.
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