Edizione Speciale * Halloween 2026 *

 

… a cura di Anna Maria Matilde Filippozzi

Qualche curiosità sui simboli legati alla festa.

Il Gatto nero

Perché i gatti neri vengono perennemente associati a Halloween?

I gatti neri vengono associati a Halloween a causa di superstizioni medievali che li legavano indissolubilmente alle streghe e alla magia nera.

Durante il Medioevo, in Europa, la Chiesa Cattolica iniziò a perseguitare le donne sole, le guaritrici e le anziane, spesso etichettandole come streghe. Molte di queste donne accudivano felini randagi per compagnia. Il colore nero del manto, associato all’oscurità, alla notte e all’ignoto, alimentò la credenza che questi animali fossero “famigli” delle streghe (spiriti guida maligni) o addirittura streghe esse stesse capaci di mutare forma.
La situazione peggiorò drasticamente quando le massime autorità ecclesiastiche dell’epoca (come Papa Gregorio IX nel 1200 e Papa Innocenzo VIII nel 1484) emisero dichiarazioni e bolle papali che definivano il gatto nero come un’incarnazione del demonio. Questo portò a secoli di spietate persecuzioni di gatti in tutta Europa.

Misterioso e indipendente, il gatto nero si muove silenzioso a notte fonda, mimetizzandosi nelle tenebre; di lui rimangono visibili solo gli occhi.

La credenza che porti sfortuna quando taglia la strada deriva dall’epoca delle carrozze. Di notte il felino, se sbucava all’improvviso, i destrieri si spaventavano, imbizzarrendosi e ribaltando i carri. La colpa di questi incidenti venne così data all’animale, anziché alla scarsa visibilità delle ore notturne. Da lì nacque la leggenda e una delle superstizioni più dure a morire.

La storia del gatto nero è una delle più affascinanti, drammatiche e magiche in assoluto. Se nel Medioevo questi felini hanno vissuto il loro periodo più buio a causa di assurde superstizioni, in molte altre epoche e culture sono stati considerati divinità o potenti protettori spirituali.

Fin dall’antico Egitto, grazie alla loro natura misteriosa, alle abitudini notturne e ai loro occhi magnetici, i gatti sono stati considerati veri e propri custodi della soglia tra la nostra realtà e l’aldilà. Il gatto nero godeva sin da allora della fama di animale tenebroso, ammantato di mistero, tant’è che veniva inesorabilmente associato a quel varco tra i due mondi: era una sorta di “custode” che vigilava al loro confine. Per qualcuno, favoriva addirittura il ritorno degli spiriti.

Perché si dice che abbiano 9 vite? Spesso i gatti venivano gettati dall’alto delle torri o dai tetti durante i processi per stregoneria. Grazie alla loro straordinaria agilità e al riflesso verticale, molti gatti riuscivano a sopravvivere alla caduta e a scappare. La popolazione ignorante, convinta che si trattasse di magia diabolica, iniziò a credere che avessero più vite a disposizione.

Fortunatamente si tratta solo di miti infondati. Scientificamente, il colore scuro del manto è dovuto semplicemente a una prevalenza di eumelanina, un pigmento naturale regolato dalla genetica del felino. Inoltre, la reputazione del gatto nero cambia radicalmente a seconda della cultura: in paesi come il Regno Unito e il Giappone, ad esempio, incontrare un gatto nero o averne uno in casa è storicamente considerato un forte simbolo di buona fortuna, prosperità e amore.

“Insomma, se questo 31 ottobre incrociamo un gatto nero, niente paura: consideriamolo il nostro portafortuna personale! Sfatiamo quindi miti e superstizioni e godiamoci questa notte magica.

Buon Halloween!

↓