Edizione Speciale * Epifania 2019 *

 

… a cura di Anna Maria Matilde Filippozzi

Re Magi: un cammino, una storia.

“I cammelli dell’Epifania

Epifania, nell’aria quieta
guizza la coda d’una cometa
ferma all’ingresso d’una capanna
dove dolcissima canta una mamma.
Canta una mamma, lunghi ha i capelli,
immensi gli occhi tranquilli e belli,
lunghi capelli come di seta,
come la coda della cometa.
E tre cammelli, lungo la via
giungono proprio all’Epifania.
Tre re, tre magi portan con loro
in dono: mirra, incenso e oro.
Incenso mirra e una coppa d’oro
per un minuscolo, grande tesoro.
Anche se lunga, dolce è la via
ai tre cammelli dell’Epifania.”

 

La storia dei re Magi è una leggenda che nasce molto lontano, in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni.

I tre misteriosi personaggi sono menzionati solo nel Vangelo di Matteo che parla dei Magi che dall’Oriente arrivarono a Gerusalemme durante il regno di Erode alla ricerca del neonato Re dei Giudei.

Dal Vangelo di Matteo abbiamo solo riferimenti ai tre doni, l’oro, l’incenso e la mirra; il numero tre ha una forte valenza simbolica, per alcuni indicherebbe le tre razze umane, discendenti dai tre figli di Noè, Sem, Cam e Iafet.

Il nome dei Re Magi

La religione cristiana attribuisce ai magi i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.

Melchiorre sarebbe il più anziano e il suo nome stesso deriverebbe da Melech, che significa Re.

Baldassarre deriverebbe da Balthazar, mitico re babilonese, quasi a suggerire la sua regione di provenienza.

Gasparre, per i greci Galgalath, significa signore di Saba.

Secondo numerose leggende i tre magi giunsero a Betlemme 13 giorni dopo la nascita del Cristo.

L’origine dei Re Magi

Originari dell’altopiano iranico i magi erano sciamani legati al culto degli astri e, successivamente, sacerdoti del Dio Ahura Mazda il protettore di tutte le creature.

Ancora oggi il culto del magi non è dimenticato, la leggenda narra che i resti mortali dei Re Magi furono recuperati in India da Sant’Elena e poi portati a Costantinopoli.

Nel 1034 pare che queste reliquie fossero trasportate a Milano in un’arca e depositate nella chiesa di Sant’Eustorgio, ricca di simbolismi legati ai tre re e ancora oggi luogo di pellegrinaggio.

La simbologia dei doni dei Re Magi

I doni dei Magi hanno un significato: fanno riferimento alla duplice natura di Gesù, quella umana e quella divina.

L’oro perché è il dono riservato ai Re e Gesù è il Re dei Re,

l’incenso, come testimonianza di adorazione alla sua divinità, perché Gesù è Dio,

la mirra, usata nel culto dei morti, perché Gesù è uomo e come uomo, mortale.

Dai doni dei Re Magi a Gesù, proviene la tradizione di portare dolci e giocattoli ai bambini: questa tradizione si incrocia con la leggenda della Befana che racconta come i Re Magi, durante il viaggio verso Betlemme, si fermarono alla casa della vecchietta e la invitarono ad unirsi a loro.

La Befana declinò l’invito e lasciò partire i Magi da soli, ma poi ripensandoci, decise di seguirli.

Non riuscendo a ritrovarli, nel buio della notte, da allora, lascia a tutti i bambini un dono, sperando che fra quei bambini ci sia Gesù.

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