RICORRENZA… Verona: “La Basilica di Santa Anastasia; 735 anni fra arte e spiritualità”.

…a cura di Maria Rosanna Mucciolo

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Verona: “La Basilica di Santa Anastasia; 735 anni fra arte e spiritualità”.

Basilica di Santa Anastasia

Nello splendido scenario del centro storico di Verona si erge maestosa la Basilica di Santa Anastasia, una meravigliosa struttura in stile gotico sulla sponda destra del fiume Adige e con il suo campanile rosso sovrasta il cielo della città. È la più grande chiesa gotica, la sua costruzione inizia nel 1290 (735 anni fa) e prosegue per circa un secolo. Costruita lungo la via Postumia è un importante monumento che abbraccia storia e arte. Sorge su un rudere di due chiesette che re Teodorico fa costruire per venerare Santa Anastasia e San Remigio. Nel 1261 vengono chiamati i frati domenicani che vivono in un convento in località “Santa Maria Mater Domini” e vi rimangono fino al 19 marzo 1807. L’idea di costruire una grande chiesa è di San Pietro di Verona, il cui martirio avviene il 29 aprile 1252 ed elevato alla gloria degli altari da Papa Innocenzo IV. Come scritto prima, l’inizio della costruzione dell’attuale Basilica risale a 735 anni fa (1290) grazie al vescovo di Verona Mons. Pietro Della Scala. La Basilica, tanto voluta non solo dai veronesi ma anche da Guglielmo di Castelbarco noto condottiero italiano, conosce Dante a Verona e lo ospita nel suo castello di Lizzana, a tal proposito il Sommo Poeta scrive: “la ruina che nel fianco, di qua da Trento l’Adige percosse”, oggi è meta turistica e spirituale di tante persone e si distingue sia per la sua grandezza che per l’arte pittorica e scultorea. Vi possiamo anche ammirare monumenti funebri come l’arca funeraria di Guglielmo di Castelburco sulla sinistra della Basilica. Sul piazzale sorge la chiesetta dedicata a San Pietro Martire (al secolo Pietro Rosini predicatore appartenente all’ Ordine dei domenicani), chiamato affettuosamente dai veronesi San Giorgeto”, risalente al 1283 e adibita a chiesa dai frati domenicani durante la costruzione della Basilica. È frequentata anche dai cavalieri brandeburghesi, chiamati a Verona da Cangrande II, la frequentano perché hanno il quartiere generale nella caserma degli Scaligeri sul lato destro della piazza, precisamente dove oggi c’è l’albergo “Due Torri”. Nel 1424 i frati domenicani la concedono in uso alla confraternita laica di San Pietro Martire, fondata qualche anno prima dal padre domenicano Andrea da Pisa.
La chiesa viene anche affidata alla famiglia Salerni, imparentata a Verona con Dante Alighieri, all’epoca proprietari di una industria di lana e seta. È una famiglia ricca e prestigiosa, tanto che Giovanni Salerni indica una delle cappelle come suo luogo di sepoltura ancora nel 1387. La cappella Salerni è molto importante all’interno della Basilica e ne testimonia la potenza: “penes ecclesiam Sancta Anestaxie” (trad. vicino alla chiesa di Santa Anastasia). La chiesa custodisce importanti opere d’arte e da via A. Massalongo si possono vedere gli stemmi dei cavalieri, mentre all’interno della Basilica possiamo ammirare importanti affreschi di Altichiero, Stefano da Zevio, Pisanello, Liberaleda da Verona, maestro Jacopo, A. Bailo.
In questo contesto la Basilica si presenta come una meravigliosa e spettacolare galleria d’arte. Varcato il bellissimo portale si notano colonne, archi e navate, è una chiesa a croce latina divisa in tre navate, un insieme architettonico che rimanda all’arte gotica, caratterizzata da elementi come l’altezza e la leggerezza. Il pavimento in marmi rossi, neri e bianchi è ancora quello realizzato nel 1462 da Pietro da Potenza. Emozionante la cappella maggiore dove possiamo ammirare il Cristo, le cappelle dei quattro evangelisti e le 12 colonne così imponenti da contrastare il tempo che passa. Di prestigio l’acquasantiera con i due cariatidi (i gobbi) che sorreggono il bacile di acqua santa, bellissima opera di Gabriele Caliari figlio di Paolo Veronesi. Stupendi gli altari, famoso è quello di Fregoso (1562-1565) realizzato dallo scultore Danese Cattaneo (1512-1572), elogiato anche da G. Vasari. Molto suggestivo l’abside centrale in stile gotico sovrastato dal campanile del 400, molto imponente la facciata dove si apre lo splendido portale in marmo policromi del XIV secolo, ornato da pitture e sculture.

Maria Rosanna Mucciolo

Fonti:
– Scapini – La chiesa di Santa Anastasia, Ed. Vite Veronesi
– Autori Vari – Santa Anastasia: momenti di cultura e d’arte veronesi a cura della Banca Popolare di Verona.

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