RICORRENZA… Verona: “I 485 anni di Porta San Zeno (1540)”
…a cura di Maria Rosanna Mucciolo
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VERONA: “I 485 anni di Porta San Zeno (1540)”

La città di Verona è caratterizzata nella struttura architettonica da alcune “porte”, che in epoche passate permettono l’accesso ai vari quartieri, per questo motivo e per la presenza di una importante cinta muraria, si presenta come una città ben fortificata. Oggi possiamo ammirare tre diverse cinte murarie: quella romana, quella comunale e quella risalente all’epoca degli Scaligeri. Sulle fortificazioni di Verona è importante uno studio effettuato da Alessandro Da Lisca, ma altrettanto interessante è quello di Adalgiso Tommasoli spinto dal suo interesse per le vicende storiche e culturali della città scaligera. Verona costituisce un ambiente unitario, si presenta delimitato dalle Prealpi, ma bisogna difendere la città dagli attacchi dei nemici, così vediamo la costruzione della prima cinta muraria risalente all’epoca romana (70-75 d.C.), le fortificazioni di Gallieno risalgono al 265 d.C che possiamo ammirare ancora oggi in via Leoncino, di particolare interesse storico sono i basamenti di Porta Borsari. La prima cinta muraria comunale è in via Adigetto risalente al XII secolo, la cinta comunale di vicolo Carbonara e quella di Case Rotte del XII secolo. Nel Medioevo viene intensificata la costruzione di porte per difendere la città: Porta San Sepolcro (XI sec.), Porta Organo (XII), di particolare valore storico Porta Leoni, Porta Nuova, Porta Palio, Porta Vescovo, Porta Vittoria, Porta San Giorgio, Arco dei Gavi. Ad interrompere l’opera dell’uomo, interviene anche la natura come l’inondazione del 589, Verona all’epoca è una città circondata da paludi, ad oriente viene cinta da un muro (967-1023), questo lavoro certosino viene ripreso nel XII secolo e completato nel XIII secolo. Il Da Lisca ritiene che prima viene costruita la cinta a sinistra dell’Adige (1130-1153), poi quella destra (1194-1224). Negli anni successivi la città si fortifica ancora di più con il muro “della bacola”, fatto costruire da Gian Galeazzo Visconti nel XIV secolo. Molto importante è il periodo veneziano: “Quella di valor, d’ingegno è prima, per cui tu con più lume, l’Italia, splendi, di cui la fama in te chiara risuona, eccelsa, graziosa, alma Verona”, il Berni così descrive la bella città scaligera, e in questi anni si passa dalle fortificazioni alla bastionata (tratto di opera di difesa), ed è proprio in questi anni che viene progettata e costruita Porta San Zeno un monumentale accesso alla città, un progetto di Michele Sanmicheli, uno dei massimi architetti dell’epoca. L’architetto inizia il progetto della porta nel 1540 (esattamente 485 anni fa), Porta San Zeno viene realizzata in poco tempo e deve il suo nome alla vicina chiesa di San Zeno, Santo patrono della città. La particolarità di questa bellissima porta consiste nell’essere tuttora perfettamente inserita tra il bastione di San Procolo ed il bastione di San Zeno, mentre per altre porte della città i bastioni sono stati abbattuti per favorire la viabilità. Sanmicheli, progetta Porta San Zeno nel 1540 e viene considerata uno degli accessi più belli alla città. La progetta rientrando da un viaggio nel Mediterraneo orientale ed inizia il disegno della porta che si presenta a pianta quadrata, articolata sul grande androne centrale voltato, nel quale si immette il “passaggio pedonale laterale” e il vano per la guardia, mentre altri locali si trovano al secondo piano. La copertura del tetto è a padiglione, la porta un tempo era dotata di ponti levatoi in legno. Il 500 per Verona è un secolo d’oro caratterizzato da un forte progresso economico e sociale, favorita dai signori dell’epoca i Dalla Scala, che governano Verona dalla fine del Medioevo all’inizio del Rinascimento, apportano delle modifiche alla città: dai rinforzi delle mura all’edificazione di piazze, quartieri ed edifici con il loro simbolo (la scala), nonché la progettazione e costruzione delle bellissime “porte” che ancora oggi sono meta di ammirazione di tanti turisti. Le ”porte” di accesso alla città si possono ancora oggi ammirare in tutta la loro bellezza, ma anche per il valore culturale nelle piante e negli alzati, nonché le proporzioni tra le singole parti degli edifici. Verona del 500 è una città viva, non solo sul piano economico e sociale, ma anche su quello culturale e il Rinascimento veronese ci fa immergere in un’arte dove l’architettura trova la sua bellezza nella realizzazione di tante opere che ancora oggi possiamo ammirare in tutto il loro splendore, come le ”porte” e Porta San Zeno ne è un esempio.
Maria Rosanna Mucciolo
Fonti:
Guida Barbetta: Le mura e le fortificazioni di Verona, edizione di “Vita Veronese”.
