RICORRENZA… VERONA: “Evaristo Felice Dall’Abaco: a 350 anni dalla nascita”.
…a cura di Maria Rosanna Mucciolo
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VERONA: “Evaristo Felice Dall’Abaco: a 350 anni dalla nascita”.

Il musicista Evaristo Felice Dall’Abaco nasce a Verona il 12 luglio del 1675 (350 anni or sono) e muore a Monaco dove si era trasferito nel 1704 alla corte di Massimiliano Emanuele II. La casa natale del musicista si trova in via san Giovanni in Foro e nel 2008 la Iª circoscrizione centro-storico affigge una targa in onore del musicista. Nasce in un’epoca particolare e Verona non si è ancora ripresa dalla terribile peste, infatti il medico veronese Francesco Pona nel volume “Il gran contagio di Verona nel milleseicento” ricostruisce le modalità e le cause dello sviluppo dell’epidemia, il libro è corredato da tabelle con il numero dei vari quartieri prima e dopo il contagio, secondo il medico il morbo distrugge la produzione economica e uccide più della metà dei 50 mila abitanti. Le gravi condizioni economiche si ripercuotono anche sulla cultura e in particolare sulla musica e sulle aspettative lavorative dei musicisti. In questi anni la cappella musicale del Duomo diminuisce l’organico a 4 cantori e 2 strumentisti salariati grazie al compositore e violinista Dionisio Bellante, neanche è splendida la situazione dell’Accademia Filarmonica, la sua fisionomia incomincia a cambiare: lascia la musica per assecondare il gusto dei frequentatori abituali verso “le lettere” che per quei “virtuosi esercizi” musicali.
Evaristo probabilmente studia musica presso la scuola di Gasparo Gaspardini, sostituto di don Ballante nel 1685. I primi documenti che ci informano circa l’attività di musicista risalgono intorno al 1696, anno in cui viene registrata la sua presenza a Modena. Nella città emiliana si sviluppa un’importante tradizione strumentale, alimentata dagli interessi culturali dei duchi D’Este e della presenza di importanti musicisti: Marco Uccellini, Giovanni Maria Bononcini e Gian Battista Vitale. Agli inizi del ‘700 ritorna nella sua città natale, per poi intraprendere un importante viaggio che lo porta a Monaco, dove nel 1704 trova lavoro come violoncellista alla corte di Massimiliano Emanuele II di Baviera. Gli anni trascorsi in Germania sono molto importanti perché conosce e lavora con Kammermisik-Direktor, per questo non si può tralasciare l’ipotesi di un intervento da parte di Scipione Maffei, la cui famiglia ha buoni rapporti e come sostiene il marchese ”in ogni tempo devotissima della Serenissima Casa Elettorale di Baviera”. La presenza del musicista veronese è documentata dall’1 aprile 1704, quando viene assunto come “ suonador da canna di violoncello “con uno stipendio di 700 fiorini, somma di denaro considerevole, equivalente a 13.000 euro. Importanti personaggi dell’epoca come Naumann, Sandberger e Schmide riconoscono nel musicista italiano un uomo con un grande talento e una potenza di ispirazione superiori a quelle del musicista e compositore Corelli.
I primi anni del ‘700 sono gli anni dove si assiste ad importanti eventi storici, nel 1709 l’esercito francese è sconfitto a Malplaquet e il 20 ottobre anche la città di Mons in Belgio è costretta a capitolare. Massimiliano Emanuele II si rifugia in Francia dove l’alleato Luigi XIV gli offre ospitalità ed è proprio alla corte di Francia che la musica si modella sulle esigenze e i gusti del sovrano: “Privilège pour l’ètablissement de l’accadémie royale de musique en faveur de Mousier de Lullu” (Privilegio per l’istituzione della Reale accademia di musica a favore del signor Lullu). Per il musicista veronese la familiarità con la cultura francese e l’incremento delle forme strumentali derivate dalla danza, lo fanno avvicinare ancora di più alla musica, infatti nell’opera” XII Sonate da camera a violino e violoncello” le danze sono due: la giga e la ciaccona. Evaristo Felice Dall’Abaco ci ha lasciato opere che rappresentano il Barocco e come scrive W. Newman: “…sul suo vertice classico di chiarezza e sicurezza di disegno”. Da queste parole si comprende che è un compositore autentico, che ha assimilato le più importanti tendenze stilistiche: dalla scuola emiliana alle aristocratiche movenze di danza tipiche della musica francese, confermandosi un grande compositore. Nella raccolta di Branzoni, da me consultata, si trova un elenco dettagliato delle sue straordinarie composizioni:
- 1 Sonate da camera a violino e violoncello.
- 2 Concerti (12) a quattro da chiesa con 2 violini, viola, violoncello e basso.
- 3 XII Suonate da chiesa e da camera.
- Op 4 Concerti grossi a più strumenti.
- Op 5 Concerti a più strumenti.
A 350 anni dalla sua nascita si può affermare che Dall’Abaco è un grande musicista, passione che ha trasmesso al figlio Giuseppe Clemente che trasferitosi a Verona nel 1753 diviene membro dell’Accademia Filarmonica. Al grande musicista nel 1952 viene intitolato il Liceo Musicale di Verona che diventa conservatorio statale di musica nel 1968.
Maria Rosanna Mucciolo
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Fonti:
– Da veronesi illustri in Europa e Verona centrale nella storia, Biblioteca Civica di Verona.
– Antolini Bianca Maria: Dall’Abaco Evaristo Felice, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto per l’enciclopedia italiana.