RICORRENZA… CA’ DEL LAGO DI CEREA (VR): “Villa Dionisi – 260 anni e non sentirli”.
…a cura di Maria Rosanna Mucciolo
Per le tue domande scrivi a >>> maria.mucciolo@tiscali.it
CA’ DEL LAGO DI CEREA (VR): “Villa Dionisi – 260 anni e non sentirli”

L’architettura del 700 in Italia viene vista come un momento di transizione che si evolve dal “fasto” scenografico del tardo Barocco e del Rococò, caratterizzati da linee sinuose, stucchi e decorazioni leggere, verso il rigore del Neoclassicismo (nuovo classicismo) influenzato dal ritrovamento in Italia degli scavi di Pompei ed Ercolano. L’eco dello sviluppo architettonico settecentesco non poteva non influenzare Verona e la sua provincia. Ed è proprio nella Bassa Veronese e precisamente in località “Ca’ del Lago” di Cerea che dal 1766 (260 anni or sono) si può ammirare la bellissima “villa Dionisi”. Prima di descrivere la dimora settecentesca, è importante anche conoscere l’origine della famiglia Dionisi. Nella genealogia dei Dionisi, nobile famiglia della provincia veronese, si colloca un crociato Dionisio dei Dionisi, infatti nel 1644 G. Battista Dionisi scrive “alcuni sostengono che la nostra stirpe appartenente all’antico popolo dei Goti si sia trasferita in Verona, altri che vi sia venuta quando F. Barbarossa decise di riconquistare Gerusalemme e che fra i capitani di questo imperatore ci sia stato Dionisio che per primo piantò la propria famiglia in Verona”. Nel corso degli anni, a poco a poco, la famiglia Dionisi conquista il suo potere nella città scaligera, anche in ambito politico perché fautori dei Ghibellini e la posizione politica si “accentua “con l’affermarsi della signoria degli Scaligeri. Si narra che Dionisio recuperando il nome del nonno ed esercitando la professione di notaio, viene chiamato nel 1325 da Cangrande a presiedere la costruzione di mura cittadine che da piazza Cittadella arriva a Ponte Catena, dove viene edificata una torre di presidio. La famiglia Dionisi acquista ancora più prestigio quando Giacomo riceve nel 1461 il titolo di “conte palatino” dall’imperatore Federico III. Nella famiglia Dionisi non mancano canonici come Paolo, dottore in teologia e in diritto canonico e civile, diviene arcivescovo di Ravenna e arciprete della pieve di San Floriano. Nella nobile famiglia non mancano marchesi come Ottavio Dionisi e nel ‘700 Gian Giacomo Dionisi è canonico e prefetto della biblioteca capitolare di Verona. Prima di descrivere la lussuosa villa Dionisi, mi soffermo sulla definizione di “villa veneta”: tipologia di residenza patrizia fondata dal patriziato della repubblica di Venezia e sviluppatasi nelle aree agricole dei domini di “terra ferma” tra la fine del XV secolo e il XIX secolo. Vengono progettate e costruite 3.807 ville nel Veneto attribuite ad importanti architetti come Michele Sanmicheli, Andrea Palladio, Francesco Antonio Muttoni e tanti altri. Lo sviluppo delle ville venete coincide con anni di pace, che viene assicurata dalla Repubblica di Venezia e rappresentano ottimi centri per diffondere l’economia e la cultura. In questo contesto storico, culturale e sociale si inserisce villa Dionisi, i lavori iniziano nel 1740 e terminati nel 1766. Nella prima metà del ‘700 non solo in Europa, ma anche in Italia, come Francesco Algarotti annota nel suo “Saggio sopra l’architettura” (1756) si assiste all’’imporsi di una nuova “categoria” d’architetti: i nobili – dilettanti che durante il secolo dei lumi diventano i protagonisti. Gabriele Dionisi “amante della gloria” vuole costruire una villa a Ca’ del Lago per celebrare l’immagine del suo nobile casato. La presenza della villa nel veronese è importante perché facilita l’espandersi dell’economia legata alla coltivazione del riso, ma lo scopo è quello di controllare i possedimenti agricoli della zona ed accogliere gli ospiti. Nella costruzione della villa ci sono vari progetti del Dionisi e sono caratterizzati da “un pronao di gusto neo-palladiano”, ispirati ai templi romani si tratta di un portico d’ingresso con colonne e frontone triangolare, si possono anche ammirare le due torrette di gusto neo-medioevale ideate dallo stesso marchese. Nel progetto di costruzione della villa viene elaborato un linguaggio architettonico “d’imperio classicista”. Nella villa oltre alla struttura architettonica di particolare bellezza si possono ammirare opere pittoriche di grande valore di G.B. Marcala come l’affresco al soffitto del salone al piano superiore, raffigurante l’Incoronazione di un personaggio della famiglia Dionisi, con quadrature del Montanari e figure di G. Gru (1742); la pala con il martirio di Sant’Eurosia, collocata nella cappella della villa. Possiamo anche ammirare il tempietto con il pronao (portico anteriore di un edificio sacro o profano di stile classico) in stile neo-classico. Villa Dionisi è una delle tante ville che si possono visitare nel veronese e nella villa si possono ammirare anche la peschiera e il giardino, considerato come il prolungamento della facciata della villa. Anche la presenza della Barchessa, che funge da rimessa agricola, testimonia la doppia funzione della villa settecentesca: residenza nobiliare e centro agricolo. Oggi villa Dionisi è un interessante museo delle arti applicate del mobile e vi si svolgono eventi e convegni. Analizzando alcuni documenti sulla nota famiglia è venuto alla luce che il marchese è solito scrivere un diario segreto dove svela aspetti inediti della vita nobiliare del ‘700 veronese.
Maria Rosanna Mucciolo
![]()
Fonti:
Villa Dionisi a Cerea, a cura di B Chiappa e A. Sandrini.