Pubblicazione del volume “Io, pittore per caso” di Renzo Zerbato… segnalazione a cura di Giuseppe Corrà… – 37

…a cura di Giuseppe Corrà

“Io, pittore per caso”, un altro libro di Renzo Zerbato

 

Renzo Zerbato

Renzo Zerbato non si stanca di stupire. Aveva promesso che, dopo quanto aveva già scritto da solo o insieme ad altri, non avrebbe pubblicato più nulla ed, invece, ecco un altro suo volume fresco di stampa: “Io, pittore per caso”, con la consulenza editoriale dei professori Giuseppe Corrà e Giovanna Pedri e promosso dall’Università popolare di Lavagno (VR).
Un libro di grande formato, composto di 108 pagine di carta buona e ricchissime di riproduzioni dei suoi quadri, stampato come sempre dalle Arti Grafiche Studio 83 di Vago di Lavagno. Sulla prima di copertina colorata di un blu violaceo, un barbuto volto pensoso con indosso un paio d’occhiali, riflesso in uno specchio rotondo davanti al quale sulla destra c’è una mela morsicata ed a sinistra un altro paio di occhiali dalla montatura del tutto uguale a quelli sul naso del volto, tranne che nel colore. Sullo sfondo alcuni volumi ed una finestra.
Renzo nella sua vita non ha mai voluto partecipare a mostre collettive, né allestirne di personali per farsi conoscere e mettere in vendita i propri quadri, che solitamente regala ai propri amici. Tranne una volta in cui era quasi riuscito a piazzare una sua opera. Solo che, in quell’occasione, non aveva saputo dire subito alla possibile acquirente quanto avrebbe voluto per cedergliela. Così s’erano messi d’accordo che si sarebbero trovati qualche giorno dopo. Da allora, però, quella signora non l’ha più rivista, né sentita.
Dopo, mostre mai più. “Però con questa pubblicazione si è fatto il catalogo delle proprie opere”, mi ha detto acutamente mia moglie quando le ho portato a casa il volume in anteprima. Ed aveva ragione perché nel libro sono riprodotti quasi un centinaio dei suoi quadri: dal primo periodo dallo stile morandiano, al secondo in cui le figure, colorate con tinte forti ed accese, trasudano violenza e tensione, fino alle riproduzioni dei grandi geni della pittura italiana, soprattutto del Rinascimento.
Non c’è, però solo questo nel volume perché Renzo attraverso le sue pagine è capace di prendere il lettore per mano e condurlo lungo gli anni della propria pittura, di spiegargli la propria evoluzione, il perché dei cambiamenti e perfino le difficoltà, da lui incontrate ed anche le tecniche sperimentate.
Attenzione, però: il volume non è, né vuole essere un “manuale di pittura” perché Renzo non si sente un maestro e tanto meno un professore in cattedra. Anche perché con questa categoria di persone non è mai andato molto d’accordo. Almeno finché era giovane.

“Io, pittore per caso”

Nel libro egli si racconta e racconta, soprattutto attraverso aneddoti per non risultare pedante, i grandi pittori del passato con cui si è messo a confronto per cercare di carpirne i segreti. Lo dice lui stesso: “Con questi geni della pittura, mentre cercavo di riprodurre le loro opere, mi sono messo a colloquio. Li ho anche  insultati o blanditi quando mi sono sentito in difficoltà nel copiarli. E, dopo questo mio sfogo, mi è parso spesso che la mia mano fosse diventata più leggera, quasi si muovesse da sé”. Sarà anche vero, perché, si sa, tutti i geni sono strambi e non hanno, come diciamo noi nel nostro dialetto colorito, “tute le fassine al cuèrto, cioè al coperto!”.
Una cosa, però, rimane certa e sicura: dopo aver condotto per mano il lettore, come fanno con Dante, Virgilio e  Beatrice attraverso i tre regni dell’aldilà, Renzo chiude il suo volume con uno sberleffo “zerbatesco”, tutto suo che gli calza a pennello. Giunti alla fine delle pagine di questo mio libro, egli afferma, “cancellate tutto quello che ho scritto e fate da soli, liberi come sono liberi il pensiero e l’arte. Ciò che conta è il risultato che avrete ottenuto”.

Vi assicuro: la lettura vi risulterà gradevolissima.

    Giuseppe Corrà

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