Pubblicazione del volume di Poesie “In viaggio verso nord” di Renzo Zerbato… segnalazione a cura di Giuseppe Corrà… – 44

…a cura di Giuseppe Corrà

“In viaggio verso nord”, un altro libro di Renzo Zerbato

In viaggio verso nord

La mia valigia è pronta era l’ultima poesia con cui Renzo Zerbato chiudeva il suo primo libro poetico intitolato Le mani del vento, edito nel 2015. E proprio di qui riparte questo suo nuovo viaggio fatto di poesie in italiano, in dialetto  (quello de me mama, precisa l’autore) e di ciò che egli presenta come “aforismi o cose del genere”, pensieri che in forma icastica racchiudono il suo modo di vedere la realtà che lo circonda. Queste sono le tre parti in cui è suddiviso il volumetto di 120 pagine.
“Stanco di aspettare/ – scrive Zerbato in quella che si può definire la sua prefazione al nuovo libro – ho preso la valigia che avevo preparata/ per il mio viaggio verso il nord/ e ho cominciato/ a percorrere l’ultimo tratto di strada”.
Poesie di “narrazione” ed aforismi di vita compongono le pagine di questo gradevolissimo libretto stampato dallo Studio83 arti grafiche di Vago di Lavagno (VR). In esse Zerbato usa le parole per “dipingere” nuovi quadri dove è raffigurato il suo mondo interiore che, grazie proprio a questa scrittura piana, ma assai incisiva, diviene anche il nostro mondo. L’autore, infatti, è capace di dar voce pure alle nostre emozioni più nascoste e profonde, a quei pensieri che anche noi avremmo voluto fissare sulla carta ma, spesso, non abbiamo trovato le parole per poterlo fare.
“Per Renzo Zerbato – spiega Elisa Zoppei nella presentazione del libro – la poesia è il canale espressivo della sua interiorità, del suo sguardo sul mondo, del suo sentirlo e… amarlo. Ma è anche una carica energetica di straordinaria vitalità che lo mette in grado di attingere alla sorgente della sua versatilità letteraria per far sgorgare pensieri, memorie, sogni e speranze che lo attraversano o che perforano la sua anima, sublimandoli in poesia” Anche quella che lui, per gioco, definisce tale “per modo di dire”.
In viaggio verso nord – scrive, invece, nella quarta di copertina del libro la professoressa Giovanna Pedri – è la continuazione di quel cammino [intrapreso da Zerbato, nda] che mai si concluderà, reso ancor più ricco e variegato dallo sguardo stupito e indagatore di Renzo sul mondo, a volte commosso, a volte divertito e scanzonato, ma come sempre, per sua natura, vero e sincero”.
“Le sue poesie – aggiunge ancora Zoppei – le vive dentro, sono pezzi del suo sentire, del suo essere, del suo vivere e riflettere sulle cose e sulle persone che incontra lungo le strade della vita: l’amore, la vita e la morte, la gioia e il dolore, il bene e il male”.
Temi questi che si riscontrano in tutte le produzioni di Renzo Zerbato. Anche in quelle in prosa, talvolta scritte in collaborazione con l’amico professor Giuseppe Corrà e tutte dedicate a documentare il paesaggio, la storia, l’arte e soprattutto le persone del loro Comune, Lavagno. Libri che sono cominciati con All’ombra del forte (2012) e sono continuati con Il risveglio del gigante di pietra (2016) (due testi dedicati alla storia, alla vicenda di Forte San Briccio), con Memorie sotto la polvere (2013), con Ierilaltro (2014), con L’ultima farfalla (2014), con Il paese dalla chiavi di pietra (2015), con L’uomo nello specchio(2016) e si sono conclusi, almeno per il momento, con Io, pittore per caso (2017). Volume quest’ultimo in cui Zerbato ha presentato la propria attività di pittore.
Tutti questi sono libri che, oltre ad essere dedicati a far conoscere il Comune di Lavagno, hanno un’altra caratteristica in comune: in esse gli autori camminano per le vie, per le vicende proprie e del loro paese insieme alle altre persone di cui raccontano le vicende usando sempre un linguaggio volutamente semplice in modo da farsi leggere da tutti. Ma curando anche con grande attenzione la documentazione di quanto dicono e presentano.
In tutte queste opere, sia quelle in poesia che in prosa, si avverte tra le righe, assieme al tono serio degli autori anche quello bonariamente ironico e sorridente di chi guarda la realtà con occhi disincantati e di essa vuole cogliere anche aspetti e personaggi prima mai messi in evidenza.

Renzo Zerbato

Note biografiche

Renzo Zerbato è nato nel 1941 nell’antica Corte Broglia di Vago di Lavagno (VR) da genitori di modesta estrazione sociale ma buoni lavoratori. Della sua prima infanzia conserva ricordi vivissimi e nostalgici della vita in corte e della sua giovinezza vissuta nel paese di Vago allora molto più povero di oggi, ma, forse, più ricco di umanità e di solidarietà. Di tutto questo si può leggere nelle opere in prosa dedicate al Comune di Lavagno, realizzate in collaborazione con Giuseppe Corrà.
Oggi abita ancora  a Vago con la moglie Lidia e il figlio Davide dopo la prematura scomparsa dell’amata figlia Valeria, rapita alla famiglia nel fiore della giovinezza quando la vita per lei era ricca di tante promesse, purtroppo non mantenute.
Uomo di molteplici capacità,  Zerbato si è sperimentato con passione come scrittore in prosa ed in versi, quest’ultimi non legati a schemi metrici del passato, ma al ritmo musicale delle parole, della loro capacità narrativa ed espressiva.
Si è dedicato anche alla pittura senza mai esporre le proprie opere in mostre organizzate, tranne una in cui gli si era offerta anche l’occasione di vendere un’opera. Occasione, poi, sfumata per la sua impreparazione a chiedere soldi per la vendita. Pure in quest’arte ha saputo dar prova di grande talento e maestria, sempre “fai da te”.
Tutta la sua attività artistica si può davvero considerare una rivincita che Zerbato ha voluto prendersi sulla vita che con lui, spesso, non è stata molto provvida a cominciare dalla poliomielite presa in giovanissima età è che lo ha marchiato per sempre, alla morte assurda di Valeria. Ma, grazie alla sua tenacia ed anche alla sua rabbia incanalata positivamente, ha saputo sempre lottare per affermare la sua volontà di vivere e di realizzare i propri sogni a lungo accarezzati, anche quando il lavoro non gli lasciava tempo da dedicare a se stesso e alla propria famiglia che, però, sempre gli è rimasta accanto.

                                                                                        Giuseppe Corrà

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