2021 ANNO DANTESCO – “Il Sommo Poeta a Verona”… contributo a cura di Maria Rosanna Mucciolo – 1

…a cura di Maria Rosaria Mucciolo

Aforismi penna

VERONA

2021 ANNO DANTESCO – Ricorrenza a 700 anni dalla morte

Il Sommo Poeta a Verona.

Dante Alighieri

Dante Alighieri, noto poeta del panorama culturale del nostro Medioevo, per le sue idee politiche fu costretto ad esiliare dalla sua città natale, la bella Firenze, e fu ospite a Verona di Cangrande della Scala, che all’epoca governava la città e ospitava nella sua meravigliosa dimora poeti, artisti e scienziati di spiccato valore culturale.
La presenza di Dante a Verona è  testimoniata da alcuni eventi importanti legati alla sua vita, infatti anche in esilio continuava la sua attività di poeta. A lui dobbiamo opere di un valore culturale inestimabile: Vita Nova, De Vulgari Eloquentia, Convivio, De Monarchia, Epistole (13), Egloghe, Le Rime e infine, la sua opera più importante, la Divina Commedia.
Era l’anno 1320 e il 20 gennaio il Sommo Poeta fu chiamato a leggere nella chiesa di Sant’Elena, la sua dissertazione “Quaestio de aqua et terra”, su un tema molto discusso all’epoca: se le terre emerse erano più alte della superficie dell’acqua. Era nella mentalità dell’uomo medioevale capire se il globo terra-acqua fosse al centro dell’universo.
Il suo interesse a Verona però fu vario, nella Biblioteca Capitolare fondata nel 380, Dante fu attratto dalla lettura dei codici di Giustiniano e dai testi sul diritto romano, perseguendo così il suo ideale politico e sognando la pace per Firenze.
Nella sua “Divina Commedia”, spesso Dante parla di Verona e dei suoi costumi:
Poi si rivolse, e parve di coloro
Che corrono a Verona il drappo verde
Per la campagna; e parve di costoro
Quelli che vince, non colui che perde.
(Inferno, canto XV, vv 121- 124).
Al tempo di Dante il Palio del Drappo Verde era un’importante corsa podistica, che prendeva il cuore, ma anche il tempo dei veronesi che partecipavano numerosi per appoggiare il loro campione. Ai tempi di Dante, i veronesi la chiamavano Porta Palio o anche Porta Stupa, che in dialetto veronese significa chiusa. Si trattava di un accesso secondario che aveva la città e che veniva aperto dai contadini durante il raccolto e per la gara podistica.
Nella Divina Commedia, Verona non è citata soltanto nell’Inferno, ma anche nel Purgatorio:
Vieni a veder Montecchi e Capuleti,
Monadi e Filippeschi, uom sanza cura,
color già tristi, e questi con sospetti
(Purgatorio, canto VI, vv 106-108).
Dante, partendo dalla situazione delle due famiglie veronesi che si odiavano da generazioni, invitava l’imperatore Alberto d’Austria a partire per l’Italia per constatare di persona la sconfortante situazione in cui si trovava il nostro bel Paese.
Nei versi del canto XVI dell’Inferno, Dante parlando dei campioni ricorda l’Anfiteatro Romano, restaurato dai Goti di re Teodorico durante il loro passaggio per Verona:
Qual sogliono i campioni far nudi e unti,
avvisando lor presa e lor vantaggio,
prima che sien tra lor battuti e punti,
così, rotondo, ciascuno il disagio
drizzava a me, si che ‘n contraro il collo
faceva ai piè continuo viaggio.
(Inferno, canto XVI, vv 22 – 27).
Dante dal 1313 al 1318 fu al servizio di Cangrande, uomo scaltro in politica, abile amministratore, ma soprattutto un generoso mecenate, a lui dedica il canto XVII del Paradiso, che si svolge nel cielo di Marte dove risiedono le anime che combatterono e morirono per la fede. In questo canto celebra Bartolomeo della Scala da cui nascerà una grande e bella amicizia e Cangrande della Scala.
La presenza di Dante a Verona, oggi ci viene testimoniata dalla statua, scolpita a fine 800.
Questa scultura vinse il concorso bandito in occasione delle celebrazioni per i 600 anni della nascita del Sommo Poeta.
Fu inaugurata il 14 maggio del 1865, quando la città di Verona era sotto la dominazione austriaca. La statua di Dante piacque moltissimo, tanto che il  caffè della piazza noto con il nome di Luigi Capobianco, cambiò il nome in “caffè Dante”.

Maria Rosanna Mucciolo

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Maria Rosanna Mucciolo

 

Note biografiche di Maria Rosanna Mucciolo: Nata a Piaggine, un Comune in provincia di Salerno che si trova alle pendici del monte Cervati (m.1899), circondato da dolci pendii e campi ove si pratica l’agricoltura biologica e, ove spesso, torna a respirare “l’aria nativa”. I genitori l’hanno educata all’amore per la famiglia e al lavoro. Il papà era segretario presso la scuola media e la mamma insegnante di scuola dell’infanzia.
Da diversi anni, risiede a Verona.
Ha studiato all’Università di Salerno. Nel 1991 ha conseguito la laurea in Pedagogia con una tesi su “Niccola Castagna tra ‘700 e ‘800”. Nel 1993 ha conseguito la laurea in Lettere con una tesi su “Pietro Bembo e la questione della lingua”.
Dopo molti insegnamenti a tempo determinato in varie scuole, incarichi didattici provvisori, importanti master, corsi di aggiornamento e perfezionamento all’insegnamento, finalmente, nel 2007 è docente a tempo indeterminato presso la scuola media (definita oggi scuola secondaria di I grado) Mario Mazza di Verona.
Le sue materie d’insegnamento, sono preferibilmente italiano, storia e geografia.
Da sempre incline ad aiutare il prossimo, a stare vicina alle persone che soffrono per dare conforto. Dal 1997 è componente dell’Associazione Notre Dame de Lourdes.
Ama la musica e suona il pianoforte dall’età di 13 anni, passione che ha trasmesso al figlio che suona il pianoforte dall’età di 5 anni.
Le piace molto la vita all’aperto, fare lunghe passeggiate in riva al mare e in montagna.
Ha l’hobby dell’uncinetto: esegue dei lavori per beneficenza. Le piace la buona cucina e preparare dolcetti; soprattutto le piace assaggiare i piatti di tutte le tradizioni.
È in F.I.D.A.P.A. Verona Centro, federazione italiana donne arti professioni e affari dal 2013.

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Foto Dante di Botticelli da malta.italiani.it
Foto Dante copertina da fanpage.it

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