RICORRENZA… VERONA: “Teatro Nuovo: 180 anni di meravigliosi spettacoli”.
…a cura di Maria Rosanna Mucciolo
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VERONA: “Teatro Nuovo: 180 anni di meravigliosi spettacoli”.

Il teatro Nuovo di Verona celebra i suoi 180 anni (1846), ma le sue origini risalgono al 1836 quando l’ingegnere G. Barbieri indica per la costruzione di un nuovo teatro diurno, all’epoca molto diffusi, piazza Navona, oggi piazza Viviani. Secondo l’ingegnere è il luogo più adatto. Tornando indietro di qualche secolo (nel 600) la piazza si chiama Corte dei Cavallari, essendo la sede dei messaggeri a cavallo, che hanno l’incarico di recapitare la posta fuori città. Il toponimo Navona appare nel 1782 mentre quello di Centrale nel 1797. La costruzione del teatro, è collegata alla storia della città e grazie al confronto tra le piante del catasto di Napoleone del 1809 e quelle del catasto austriaco datato 1847, si nota che per avere lo spazio per la costruzione del teatro devono essere rase al suolo le abitazioni dal numero civico 1319 al 1326: “Abitate da Ernesto Abati, da Luigi Lugoresi e da Antonio Cajada, permettendone a tutto comodo ed incomodo, utile e danno della Società la demolizione a sede del nuovo teatro”. La delibera per la demolizione delle case porta la data dell’8 marzo 1842. Intanto viene realizzato il progetto per mano dell’ingegnere Enrico Storari: si tratta di 4 fogli dove il teatro risulta formato da due ordini di 20 e 21 palchi, mentre non si ha nessuna notizia sulla loggia superiore, perché non è stato trovato nessun disegno. La platea è perpendicolare all’entrata di Piazza Navona, utilizzata per la fermata delle carrozze. Le decorazioni sono disegnate da Francesco Bagnara, scenografo veneziano, che nel 1838 aveva lavorato alle decorazioni del Teatro Filarmonico. Dopo tanto lavoro finalmente l’inaugurazione nel 1846 (180 anni fa), ma qualche anno più tardi la sala interna è allargata in base al progetto dell’ingegnere Pietro Gemma e da due architetti F. Bagnara e Medusa, in quanto la sala aveva pochi posti per accogliere il pubblico durante il Carnevale. Anche la sala parapettata viene ridipinta da Ercole Colori a uso di feste in maschera, tanto amate dai veronesi. Un momento importante per il teatro riguarda gli ultimi anni dell’’800 e gli inizi ‘900, quando l’architetto Lorenzo Coliva effettua un importante restauro. Un altro avvenimento è quello che riguarda Ugo Capetti, giornalista e zio di Renato Simoni, vuole cambiare il nome del teatro da Nuovo in Foroni, nome di un noto compositore di Valeggio sul Mincio. Il tempo passa e sul teatro si susseguono una serie di avvenimenti: nel 1905 viene pubblicato da L’Arena” il prospetto del nuovo politeama e dal 1910 il Teatro Nuovo detto Drammatico compare in una cartolina, oggi gelosamente custodita nella Biblioteca Civica di Verona. Il teatro nel corso di 180 anni ha subito vari restauri molto importanti. Ricordiamo quello del Coliva (1911-1914), che realizza 9 tavole di disegni con relative legende, di cui non è rimasta traccia. Dall’anno della sua fondazione (1846) tante compagnie teatrali sono arrivate e si sono esibite: la compagnia di Almirante che mise in scena “Sei personaggi in cerca di autore” di L. Pirandello. Poi debutta la Compagnia Sperani-Pilotto, che recita un’opera di Rosso di San Secondo dal titolo “Marionette che passione”. Durante le festività natalizie del 1925 c’è sulla scena la Compagnia di Maria Teresa Celli e Gualtiero Tumiati con la “Turandot” di Carlo Gozzi e il “Coriolano” di W. Shakespeare, e tante altre opere di scrittori importanti come “Teresa Raquin” di E. Zola e “Città morta” di G. D’Annunzio. Nel 1937 l’Associazione Nazionale Alpini, organizza uno spettacolo patriottico in 3 atti dal titolo “Figli d’Italia” e i biglietti vengono acquistati a piazza Erbe, presso la sede degli alpini. Nel 1947 è attesa anche Maria Callas, la cantante incontrata in America da Giovanni Zenatello che la vuole a Verona. Dal 1846 ad oggi ci sono stati tantissimi spettacoli e il teatro è diventato il cuore della cultura veronese, infatti ospita circa 834 posti a sedere ed è il principale teatro cittadino per la prosa e le arti performative. Nel suo complesso è inserito il piccolo teatro di Giulietta. Nel giorno dell’inaugurazione Vittorio Merighi compone un sonetto patriottico:
“Donne, il vento ora mugge, e la
procella
gravida zota, e tuon freme che
intima
ad Austria morte, e Italia a vita
appella”.
Dal 2000 il teatro è la sede della Fondazione Atlantide-Teatro Stabile di Verona, una fondazione privata che nel 2005 ha ottenuto il riconoscimento ministeriale di Teatro Stabile.
Maria Rosanna Mucciolo
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FONTI:
– Il teatro Nuovo di Verona, a cura di T. Cavallo, Scripta Edizione.
– Rapelli: Prontuario toponomastico del comune di Verona, La Grafica VR 1996.