RICORRENZA… VERONA: “Mastino I e i suoi Statuti: a 750 anni”.
…a cura di Maria Rosanna Mucciolo
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VERONA: “Mastino I e i suoi Statuti: a 750 anni”.

Mastino I della Scala, nasce a Verona nel 1220 circa ed è il “vero” o meglio l’unico fondatore della potenza della famiglia nella città scaligera, la sua personalità è così importante da seguire quel passaggio, importantissimo per Verona da libero comune a Signoria. Il libero comune è una forma di autogoverno che si sviluppa quando gli abitanti di una città decidono di associarsi per amministrarsi da soli, invece la Signoria è la forma di governo che sostiene il libero comune in molte città italiane tra la fine del Duecento e il Trecento. Mastino I, figlio di Jacopino, mercante di lana, sotto il suo governo Verona vive un florido periodo perché raggiunge una stabilità economica, ma egli anche sul piano politico dimostra una certa abilità: favorisce lo sviluppo dei commerci attraverso la Casa dei Mazzanti, si mostra abile anche in politica estera, mantenendo un certo equilibrio fra i guelfi (sostenitori del papa) e i ghibellini ( sostenitori dell’imperatore) e per ultimo e non meno importante assicura la continuità dinastica alla famiglia cedendo il potere al fratello Alberto. Mastino I muore tragicamente il 17 ottobre del 1277, vittima di una congiura organizzata dalle famiglie Pigozzo e Scaramelli, infatti mentre Mastino rientra nella sua abitazione insieme all’amico Antonio Nogarola, i congiuranti li uccidono vicino al volto Barbaro (dal nome dell’architetto progettista) che si trova fra piazza Erbe e vicolo Mazzanti, a testimonianza dell’accaduto c’è tuttora una targa murata. Il vero nome di Mastino I è Leonardino della Scala, il soprannome Mastino diede inizio alla tradizione familiare di utilizzare nomi legati ai cani, come in futuro si ricorda Cangrande e Cansignorio, che riflettono l’orgoglio della casata per il simbolo del cane. Gli Statuti di Mastino I, come scritto prima, conosciuti anche come Statuto Albertino, rappresentano l’atto di nascita giuridico della Signoria scaligera a Verona. Redatti tra il 1271 e il 1276 (750 anni), sono molto importanti perché segnano il passaggio da Comune a Signoria per Verona. Questi Statuti, con le aggiunte fino al 1326, sono ben conservati presso la Biblioteca Civica di Verona, mentre i primi Statuti comunali datati 1128 sono conservati presso la Biblioteca Capitolare. Lo Statuto di Mastino I riguardano tre punti importanti che si possono sintetizzare così:
- Lo svuotamento del comune, il potere viene spostato su due figure: il podestà della Domus Mercatorum che controlla l’economia e le corporazioni, il capitano del popolo vuole che Mastino I ricopra a vita la carica politica e gli Statuti lo rendono importante, dandogli pieni potere sull’esercito e l’ordine della città;
- L’alleanza con i mercanti: l’origine della famiglia è di mercanti e gli Statuti favoriscono la Domus Mercatorum. In questi anni vengono fissate regole molto rigide per i commerci, i pesi e le misure, vengono protetti i mercanti stranieri e viene raggiunta una stabilità economica molto importante;
- La giustizia e l’ordine pubblico: gli Statuti introducono leggi molto severe per i reati: vengono vietate le associazioni politiche e vengono emanate norme contro gli eretici (i Patarini) di cui non viene condannato il fanatismo religioso e l’eresia è vista come elemento di disordine per la città.
A distanza di 750 anni, chi vuole prendere tra le mani questi importanti documenti, come già citato, sono conservati presso la Biblioteca Civica, si tratta di un volume molto grande, a dimostrazione che la Signoria è un’istituzione politica importante e meticolosa dove è tutto regolamentato, vengono visti come strumenti essenziali anche per l’esercito e la politica in generale. Grazie a Mastino I e ai suoi Statuti la città scaligera diviene ben organizzata sotto il profilo politico, economico e sociale.
Maria Rosanna Mucciolo
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Fonti:
G.L. Lugoboni, Verona e la sua storia, IV edizione ampliata e migliorata. QuiEdit.