Pubblicazione del libro – “COMPORRE POESIA A SCUOLA”… di Antonio Nesci, Antonella Jacoli e Michele Lalla… segnalazione a cura di Elisa Zoppei e Maria Rosanna Mucciolo – 122
…a cura di Elisa Zoppei
in collaborazione con Maria Rosanna Mucciolo

MODENA
“COMPORRE POESIA A SCUOLA (Laboratorio di scrittura nelle scuole primarie e secondarie)” di Antonio Nesci, Antonella Jacoli e Michele Lalla (Ed. Bonaccorso sez. Strumenti).
Possiamo considerare questo libro un vero e proprio manuale, disegnato, ritagliato e cucito, parola dopo parola, per essere mirabilmente orientato a dare a bambini e ragazzini delle speciali occasioni di incontro con la poesia: ascoltare, pensare, leggere, parlare, accendere la scintilla e… provare a… “fare” poesia.
La prof.ssa Maria Rosanna Mucciolo ed io lo abbiamo condiviso con altre insegnanti, amiche del nostro Salotto Letterario. Insieme ne abbiamo riconosciuto il valore essenzialmente educativo, liberatorio, suscitatore di particolari atmosfere, consone a entrare nei meandri del sentire profondo, stuzzicare la fantasia, l’immaginazione, la voglia di mettersi in gioco. Considerazioni consolidate dall’efficace dettagliata prefazione di Antonella Jacoli, nota, apprezzata poetessa, autrice di racconti e di numerose raccolte poetiche. Presente nell’associazione culturale “La Fonte di Ippocrene”, Jacoli sottolinea in prima istanza che “… la parola poetica allude, è la più vicina ai ritmi del corpo e alla memoria, è la più intima e la più aperta all’esterno”. Viene spontaneo l’accostamento alle tante spontanee cantilene e filastrocche in rima di ogni tempo, create per donare momenti gioiosi ai piccini (din don torototela ecc…). Jacoli aggiunge che la poesia è anche una “forma della mente”, generativa del “pensiero divergente” che, legato alle capacità intuitive e creative, sa attingere alla ricchezza del patrimonio linguistico, avvalendosi anche del significativo impiego di figure retoriche, sviluppando, quindi, un pensiero ontologicamente metaforico, dato dal potere umanizzante della parola poetica, E come ci si arriva? Ci si arriva attraverso il dialogo, in quell’atmosfera maieuticamente socratica, di cui Nesci dimostra qui di essere veramente maestro. Proprio come l’aveva concepito ed espresso nella sua “Grammatica della fantasia” lo stesso Gianni Rodari (I920 – 1980), il quale sosteneva che l’uso di tecniche linguistiche giocose, mirate a stimolare facoltà mentali e sensoriali dei bambini, permette di creare un’atmosfera serena in classe, potenziando, nello stesso tempo, sia l’intelletto che l’immaginazione. Questa va particolarmente stimolata per il suo valore liberatorio volto ad aiutare i bambini a immaginare e inventare e comporre storie e poesie. Concetto sostenuto dall’altro coautore, prof. Michele Lalla, docente universitario e fecondo scrittore di poesie e prose, poiché “la poesia è in tutti perché la poesia è dell’uomo”.
Leggere il libro di Nesci, Jacoli e Lalla, ci ha portato quindi a pensare e a riflettere sulla funzione della scrittura a farci delle domande sul “perché si scrive?” La prima risposta condivisa è stata “per ricordare”, in quanto la scrittura ha la funzione di arricchire il lessico e fermare la memoria. Pertanto anche il “fare poesia” porta a conoscersi, a sperimentare procedimenti nuovi di usare le parole allargando il campo delle informazioni. Non solo. Lo “scrivere poesia” pur partendo da forme svariate di comunicazione orale, necessita di abiti mentali tipici della comunicazione scritta. Pertanto il poeta A. Nesci con i suoi “LABORATORI DI POESIA” sperimentati per oltre 20 anni ha incontrato e intrattenuto tantissimi alunni di scuole primarie e secondarie, innescando in ciascuno di essi la gioiosa scoperta di imparare e padroneggiando la lingua e giocandoci, toccando con mano quel filo invisibile che lega il pensiero logico al pensiero creativo. Ogni Laboratorio ha offerto a tutti gli alunni una chance speciale interconnessa con la sfera sensoriale cinestesica e/o visiva. Inoltre ci è apparso chiaro che la figura del “conduttore” del laboratorio, gode di qualche vantaggio rispetto al docente della classe, poiché assicura che nelle attività del laboratorio di poesia nessuno sarà valutato. Così con naturalezza gli alunni raggiungono una maggiore disponibilità a prendere contatto con le proprie emozioni in modo creativo, a esprimersi e comunicare e… fare gruppo. (pag 45). Il laboratorio poetico, condotto da A. Nesci nelle varie scuole si è dimostrato veicolo di apprendimento didatticamente efficace, sia interagendo positivamente con il gruppo classe, sia portando fuori quanto di più bello e importante c’è in ciascun bambino. Conveniamo quindi che il gioco libero con la parola, in tutta la sua valenza creatrice, consente al bambino di provare il «piacere» del « FARE POESIA» che è percorrere un itinerario poetico facendo esperienze immediate con la lingua, creando e ricreando situazioni ai confini fra sogno e realtà. Dal nostro punto di vista, il poeta Antonio Nesci, come la grande pedagogista Maria Montessori, ha portato i bambini ad essere protagonisti e non spettatori, e l’adulto in questo processo di apprendimento-creatività ha avuto il compito di accompagnare il bambino nelle varie attività. Leggendo le poesie, di questo importante progetto laboratoriale, si nota la capacità del MAESTRO di portare fuori da ogni bambino/ragazzo il meglio, suscitando in ciascuno la voglia di scrivere: “…ho scritto una poesia, l’ho dedicata a un prato luccicante come l’oro” (p. 158).

Nota biografica
Antonio Nesci è nato a Soriano Calabro nel 1948 e da molti anni risiede a Modena. È presidente dell’associazione culturale poetica “La Fonte di Ippocrene” e oltre a portare la poesia nelle scuole, l’ha diffusa nei reparti ospedalieri, nelle carceri, dialogando con bambini, ragazzi, insegnanti, comunità fragili. È sempre in prima linea nel dare supporto critico ai vari concorsi poetici, nazionali e internazionali, ma ama anche passeggiare sul far della sera, camminando sui sentieri della poesia, guardandosi intorno, pensando, traendo ispirazione dal fuori e dal dentro per le sue sorprendenti speciali composizioni poetiche. Ma, dulcis in fundo, è anche un marito affettuoso e un nonno giocoso e pieno di tenerezza per i suoi nipotini.
(cfr. Note biografiche pubblicate in questo sito).
Elisa Zoppei
