Edizione Speciale * Carnevale 2026 * / Carnevale di Ivrea

…a cura di Anna Maria Matilde Filippozzi

Il carnevale di Ivrea.

Un evento unico, riconosciuto come manifestazione italiana di rilevanza internazionale che si manifesta ogni anno portando nelle vie e nelle piazze della città storia e mito, tradizioni e spettacolo, emozioni e grandi ideali.

ll carnevale di Ivrea, è la celebrazione del carnevale che si svolge nell’omonima città; una rievocazione storica che simboleggia la ribellione popolare contro la tirannia, è famoso soprattutto per la “Battaglia delle Arance” (si tratta normalmente di arance non adatte al consumo alimentare). Le arance provengono da aziende calabresi e siciliane impegnate nella lotta contro le mafie, e la polpa viene raccolta per essere trasformata in compost ed energia).

La battaglia vede squadre a piedi lanciare arance contro i carri che rappresentano le armate del feudatario. La festa evoca la rivolta popolare guidata dalla giovane mugnaia Violetta che non volle sottostare allo jus primæ noctis e decapitò il tiranno.

La leggenda della mugnaia Violetta termina quando riesce a far ubriacare il tiranno, per poi tagliargli la testa durante il sonno, dando così inizio come recitano le parole della canzone del carnevale, alla sollevazione popolare e all’abbattimento dello stesso maniero del tiranno.

Il Castello non c’è più 

Arance al cielo, un grido si leva,
è festa e guerra nell’aria d’Ivrea.
Il Generale e la scorta a cavallo,
scacciano il buio e il vecchio ballo.
Non più il barone a far la legge,
la libera gente qui sorge e regge.

La Mugnaia bionda, col suo coraggio,
ha dato al popolo il gran vantaggio.
Tra tiri rossi, il vicolo è un mare,
di arance profumate, pronte a lanciare.
«O turrai, abbà!», si sente cantare,
il castello non c’è più, si può festeggiare.

Un sonetto che ricorda il famoso verso popolare:

“La figlia d’un mugnaro gli ha insegnato la creanza…

Quello è stato il nostro segno, e il Castello non c’è più”. 

Come eroina della rivolta, viene adornata col tricolore italiano, in riferimento alle rivoluzioni risorgimentali.

La donna designata ad impersonare la “vezzosa Mugnaia” sfila su un carro dorato, indossando una lunga veste di lana bianca, attraversata da una fascia verde di seta sulla quale è appuntata una coccarda rossa con i simboli del carnevale. Sulle spalle porta una mantella di ermellino ed in testa indossa il rosso berretto frigio a forma di calza, che le scende su un lato del viso. Assieme a lei sul carro stanno damigelle, paggi ed attendenti che l’aiutano nelle operazioni di lancio generoso di caramelle e di rametti di mimosa.

Davanti al carro della Mugnaia sfilano gli Alfieri con le antiche bandiere dei rioni divisi in nove squadre a piedi combattono senza protezioni contro i “carri da getto” (bardati con cavalli) per tre giorni consecutivi, solitamente a febbraio. Oltre alla Vezzosa Mugnaia, il protagonista è il Generale, insieme al corteo storico che include pifferi, tamburi e i rappresentanti dei rioni . 

Oltre alla battaglia, sono fondamentali le “Alzate degli Abbà” e l’abbruciamento degli Scarli, un antico rito propiziatorio.

L’evento è uno dei più antichi d’Italia e fonde la storia medievale con una partecipazione popolare intensa e colorata che attira visitatori da tutto il mondo. 

 

Buona

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