Etimologia 26 (espressioni dialettali)

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Etimologia 26 (espressioni dialettali)

   I piú anziani ricordano con una punta di nostalgia un dolce popolare che si vendeva nelle strade da parte di ambulanti provenienti dalla Toscana settentrionale. Questo dolce, popolare anche perché molto economico, era detto la bòle: si trattava del castagnaccio, confezionato in varie versioni. La versione piú diffusa era quella di una tenera torta, talvolta piú dura perché lasciata cuocere un po’ di piú. C’era anche una bòle con sopra pinoli o uva secca; era saporita, ma di difficile digestione…

   Questo dolce si diffuse a partire dalla fine dell’Ottocento, e sopravvisse fino al decennio 1960-1970. Il nome gli venne dall’intercalare del venditore, che non appena il castagnaccio era pronto gridava, nel suo dialetto: l’è calda, la bolle!!!! I veronesi capirono che quella che era “calda” era una certa bòlle, e questo nome si diffuse subito.

   Sempre in quel periodo ormai divenuto quasi mitico v’era abbondanza di vigili urbani a Verona (tutto il contrario di oggi…). Questi svolgevano compiti di polizia urbana, ma a volte accettavano volentieri di agire da educatori, prendendo per le orecchie i ragazzi piú scatenati, o minacciandoli con parole e gesti. Il vigile era detto el Cana, ossia «il Canna»; qualcuno pensa che il nomignolo derivasse loro dal fatto che nel tardo Ottocento indossavano un cappello alto, a tubo. In realtà, il nomignolo deriva dal fatto che, sempre nel tardo Ottocento, il vigile era dotato di un bastone da passeggio ricavato da una “canna” ben lavorata. Il bastone serviva sí per aiutare nel passeggio, ma anche per dare una lezione agli scalmanati.

Giovanni Rapelli

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