Viviani Olindo

… a cura di Giancarlo VolpatoPoesia

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Olindo Viviani
Chi è Olindo Viviani,

Bibliotecario, operatore culturale, storico, nacque a Illasi (VR) il 21 aprile 1911. Figlio di Luigi e di Emerenziana Piccoli, crebbe in una famiglia indigente e andò a studiare presso l’Istituto “Don Nicola Mazza” di Verona. Per tutti coloro che ebbero la fortuna di frequentare quell’esperienza – come accadde con lui – restò nell’animo lo spirito del fondatore e i suoi ideali che portarono ad essere solidali con gli altri, a stringere amicizie veritiere che poi si sarebbero rinsaldate nel percorso della vita: infatti, molti uomini di cultura che poi s’affermarono  nei vari settori, rimasero uniti e formarono un vero gruppo di studiosi.
Dopo la maturità classica, si laureò a Padova in Lettere e Filosofia; conseguì, poi, la specializzazione in paleografia e diplomatica; insegnò presso il Liceo Ginnasio vescovile, presso la Scuola di avviamento di Lonigo (VI) e poi nel Ginnasio di Legnago (VR). Vinse il concorso, come ordinatore, presso la Biblioteca Civica di Verona nel 1939 e due anni dopo fu chiamato alle armi andando a combattere in Africa orientale; evitò la destinazione sul fronte russo poiché fu chiamato a prestare servizio presso lo Stato Maggiore a Roma dove ebbe modo di conoscere Gino Barbieri che divenne suo sodale e fraterno amico.
La ricostruzione della Biblioteca civica della città, dopo le gravissime ferite inferte dalla guerra, lo vide in prima linea e con Vittorio Fainelli e Mario Carrara costituì la terna attorno a cui riprese vigore e importanza la maggiore istituzione bibliotecaria veronese. Pesanti erano state le perdite del patrimonio bibliografico soprattutto dopo il bombardamento del 4 gennaio 1945: con cura, dedizione, amore per quanto era possibile recuperare, Olindo Viviani passò mesi a lavorare assiduamente al fine di restituire al mondo della cultura quanto inopinatamente era stato messo a soqquadro. Fu un animatore culturale di vasto respiro: lavorò per l’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere della quale fu anche segretario-cancelliere, per il Cenacolo di poesia dialettale, per il Centro pedagogico-didattico. Con Lanfranco Vecchiato animò e fu redattore di “Nova Historia”, importante rivista che riempì gli spazi vuoti del dopoguerra, fece parte della schiera di “Vita veronese” che aveva Gino Beltramini quale suo fondatore e che diede impulso e vigore di ricerca alla storia del territorio. Laddove ci fosse stato bisogno, Olindo Viviani prestò sempre il suo impegno e la sua competenza sicché quasi tutte le istituzioni culturali lo videro coinvolto e proprio per questo condivise con le persone della vera cultura veronese le sue giornate. Nonostante avesse trasferito la sua residenza a Verona, non dimenticò mai il paese natale e divenne consigliere comunale di Illasi cui dette sempre il suo amore di cittadino durante alcune amministrazioni rette dal professor Alberto Trabucchi.
Coltivò soprattutto gli studi storici pubblicando notevoli contributi ed occupandosi, per quanto concerne il territorio veronese, del cardinale Bartolomeo Bacilieri del quale offrì una biografia di ampio successo, con Cirillo Boscagin pubblicò anche quella di Girolamo Cardinale e delucidò compiutamente il triste evento che aveva visto coinvolto Don Domenico Mercante ucciso a Passo Pertica dai tedeschi durante l’ultima fase della lotta partigiana.
Uomo legato ai libri e alla loro fruizione, dedicò molto tempo all’insegnamento ai giovani che avrebbero voluto abbracciare la carriera bibliotecaria; fu l’artefice del trasferimento della biblioteca dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere da Palazzo Pompei all’attuale sede di Palazzo Erbisti e fu il segretario dell’Istituto per gli studi storici veronesi; nel 1958 diventò vice-direttore della Civica; membro di diverse Accademie (tra le altre, la Deputazione di storia patria delle Venezie), fu il vero ideatore della “Bibliografia veronese” cioè della necessità di offrire agli studiosi gli strumenti fondamentali della ricerca: e se anche non ebbe il tempo per realizzarla, ne lasciò l’eredità ed a lui, infatti, è dedicata quella straordinaria opera che – soprattutto per merito del figlio Giuseppe Franco – esce ininterrottamente dal 1974.
Scomparve, improvvisamente, il 27 giugno 1966. Le sue carte e l’epistolario sono conservate presso l’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere.

Bibliografia: Gino Barbieri, Olindo Viviani, “Atti e Memorie dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona”, v. 144 (1967-68), pp. 23-32; Giancarlo Volpato, Viviani Olindo, in Dizionario biografico dei Veronesi (secolo XX°), a cura di G. F. Viviani, Verona, 2006, pp. 867-868; Camilla Bertani-Sara Cocucci, Il carteggio di Olindo Viviani presso l’Accademia di Agricoltura, Scienze  e Lettere di Verona, in Un futuro per il passato: patrimoni librari e archivistici da salvare e da conservare, a cura di G. Volpato-F. Formiga, Verona, Università degli studi, 2010, pp. 107-171.

Giancarlo Volpato

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