14. Ancora sul “Corridoio cimbro”

…a cura di Aldo Ridolfi

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   I Cimbri della Lessinia

   14. Ancora sul “Corridoio cimbro”

   Forse qualcuno si ricorda che nella puntata n° 4 ho fatto cenno al “Corridoio cimbro” inteso come quell’area che congiunge la Lessinia Orientale con l’Altopiano di Asiago e lungo la quale la migrazione cimbra aveva raggiunto il veronese.
Nell’ultimo numero di “Cimbri/Tzimbar” (n°48, gennaio-dicembre 2013) Maurizio Bertacco formula «una proposta per denominare l’insieme di tutte le aree un tempo popolate da comunità tedescofone» nel Veronese e nel Vicentino.

   L’esigenza posta dall’Autore nasce dalla considerazione che le due isole linguistiche maggiori – XIII Comuni veronesi e Sette Comuni vicentini – hanno egemonizzato l’attenzione e portato a considerare le altre località poste tra di loro (Posina, Valli del Pasubio, Monte di Malo, Recoaro, Schio, …) come secondarie, intese appunto come luogo di passaggio, via da percorrere, sentiero che unisce. La stessa dizione “Corridoio cimbro” – già utilizzata da don Agostino Pojer nel 1981, ma dal contesto del suo articolo pare evincersi che essa fosse già in uso – evidenzia l’intenzione, peraltro non premeditata, di vedere di quest’area un semplice transito della migrazione medioevale cimbra. Tuttavia – osserva Bertacco – dal 2000 in poi numerosi contributi (soprattutto quelli di Angelo Saccardo), inparticolare di toponomastica, hanno messo in evidenza come l’area suddetta sia stata oggetto di una «prolungata e consistente stanzialità» (p. 50). Di qui l’esigenza espressa da Maurizio Bertacco, ma sostenuta anche da Angelo Saccardo e da Giovanni Rapelli, che si debba elevare il vecchio “Corridoio cimbro” alla dignità di insediamento cimbro vero e proprio e anzi si debba procedere e ridefinire linguisticamente tutto il complesso veneto-cimbro, per il quale i tre studiosi appena citati propongono “Antico insediamento tedesco prealpino”.

   Certamente la storia dei Cimbri veneti non cambia semplicemente riformulando il nome allo storico insediamento, ma l’aver messo in evidenza che l’area delle alte valli dell’Agno, del Chiampo ha storicamente giocato un ruolo diverso dal semplice passaggio è un’ulteriore tassello per completare la storia dei Cimbri veronesi e vicentini.
L’infinita dinamica della storia umana ha bisogno anche di formulazioni linguistiche che sintetizzino correttamente quanto i documenti e le ricerche vanno pian piano svelando.CIMBRI

“Copertina dell’ultimo numero della rivista
“Cimbri/tzimbar” in cui è pubblicato l’articolo di cui si parla nel testo”.

Aldo Ridolfi (Fine)

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