005 – DETTI, PROVERBI E AFORISMI Le dissacrazioni di Renzo Zerbato

…a cura di Graziano M. Cobelli

Al medico e al confessore bisogna dire tutto.
Al medico mi pare cosa buona e giusta, quindi non discuto, ma al confessore basta dire quello che si può e per ultimo, prima di concludere la confessione, aggiungere di essere pentito anche per aver detto bugie.

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Al nemico che fugge, ponti d’oro.
Anche all’amico. Dal momento che, se sta fuggendo, non è più un amico.

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Al povero manca tanto, all’avaro manca tutto.
L’avaro, che si presume sia ricco, potrebbe avere tutto soltanto cambiando il modo di vivere; il povero, spesso, rimane sempre povero qualunque cosa faccia.

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Alea iacta est. (Il dado è tratto)[1].
Indietro non si torna. O anche, cosa fatta non può essere disfatta[2].
Solo cretini e i morti non cambiano idea.

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Alter ego.
(Un altro me stesso).
A me ne basta uno.

[1] Frase attribuita da Svetonio a Caio Giulio Cesare, miliare, console, pontefice massimo, dittatore (Roma 101/2 a.C. – Roma 44 a.C.) il quale l’avrebbe pronunciata mentre si accingeva a passare il Rubicone (piccolo fiume che in epoca romana, per qualche tempo, segnò il confine tra l’Italia e la repubblica Cisalpina) alla testa di un esercito.  Tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Alea_Iacta_est (Ultima visita 5.4.2019).
[2] Equivale a: Cosa fatta, capo ha. Celebre frase dantesca (Inferno XXVIII, 116-111), usata anche da Gabriele d’Annunzio. Da: (https://gabrieledannunzio.it/i-motti-del-vate/ (ultima visita 18 aprile 2019).
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