Edizione Speciale * Santa Lucia 2019 *

 

 

… a cura di Anna Maria Matilde Filippozzi

 

 

 

Santa Lucia è così cara ai Veronesi, cantata in ogni epoca da bambini, poeti e “pori cani”, amata da tutti ieri e oggi, dolce sogno di grandi e piccini.

 

 

 

L’origine è antica, come testimoniano poesie e filastrocche in dialetto, tradizioni orali mai interrotte, avvenimenti provenienti da un lontano passato ma ancor oggi in essere.
Un’antica filastrocca è testimone di questa tradizione: versioni simili sono presenti in tutta la provincia e giocano spesso sull’equivoco nel dire ai bambini, senza farlo troppo capire, che i doni arrivano dai genitori.

 

Santa Lussia, mama mia
porta conse in scarpa mia,
se la mama no gh’in mete
resta ude le scarpete,
s’el bupà no ‘ghe ne porta
resta uda anca la sporta

 

Adesso è notte, sa di miele la nostalgia,
è il dolcetto che mi ha portato Santa Lucia.
 La dolce leggenda della nascita dei “puoti” di Santa Lucia
I “puoti” sono, soprattutto in Lessinia, i dolci tipici di Santa Lucia .
Si chiamano così perché hanno la forma di un bambolotto, di un “puoto” appunto e la leggenda narra che a crearli sia stata proprio Santa Lucia, apparsa sotto forma di una vecchia anziana che aveva chiesto ospitalità ad una povera famiglia di Badia Calavena. L’anziana era stata sorpresa da una bufera di neve e se non avesse trovato riparo sarebbe sicuramente morta. Un rifugio lo trovò nella casa di una famiglia povera che condivise quel poco che aveva con la vecchia viandante. Era la notte prima di Santa Lucia e i bambini erano felici perché sapevano che la Santa quella notte gli avrebbe portato dei dolci. Loro però desideravano anche delle bambole, ma non era possibile accontentarli, perché i soldi per comprare le bambole non ce n’erano. Così, quando i bimbi andarono a dormire, l’anziana svelò la ricetta dei “puoti” alla signora che tanto calorosamente l’aveva ospitata. Con i “puoti” i bambini sarebbero stati accontentati perché avrebbero avuto sia le bambole che i dolci desiderati.
Che quell’anziana fosse Santa Lucia, la donna lo capì quando la vide creare i “puoti” con un pizzico di magia. La farina, infatti, era poca, ma l’anziana continuava a tirarne fuori a manciate, come se fosse infinita. Le uova non c’erano e così Santa Lucia prese le nespole e le ruppe come se fossero uova e ne ricavò tre tuorli. L’anziana trasformò anche l’acqua in latte e da una pentola ormai vuota prese un panetto di burro. Impastò tutto e lavorò la pasta in modo da creare tre bambolotti. Dopo averli cotti, Santa Lucia uscì e prese un po’ di neve, la fece scendere su quei dolci mutandola in zucchero a velo. L’ultima magia fu il mattino seguente quando i tre “puoti” diventarono sei, dieci, e ancora di più. Tutta la famiglia si poté sfamare con quei dolci, mentre l’anziana, passata la tempesta, era già andata via.
La leggenda è tratta da: http://www.veronasera.it

Puoti de Santa Lussia: una ricetta semplice e squisita.
 Ingredienti:
500 gr. di farina
200 gr. di zucchero
100 gr. di burro
2 uova
1 bustina di lievito
1 vanillina
buccia grattugiata di un limone o fialetta aroma
 
 Preparazione:
Amalgamare e impastare bene tutti gli ingredienti,
dare la forma desiderata ai puoti,
spennellare la superficie con olio o latte,
spolverizzare con zucchero semolato e decorare con granella.
Forno 180° per 20 minuti

Buona S.Lucia !

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